MOTORI
Un bel gioco, dura poco. Con questo post iniziamo a salutarvi, Infomotogp.com non verrà più aggiornato.  Vogliamo ringraziare tutti quelli che ci hanno accompagnato in questa splendida avventura, che abbiamo percorso sempre con tutta la passione per le due ruote che abbiamo da sempre. In quasi tre anni di attività, Infomotogp.com ha cambiato pelle più volte, passando da giochino a cosa seria, da hobby a lavoro. Proprio per questo motivo, per il tempo e la dedizione che viene dedicata a Info, dobbiamo fermarci per l'impegno che la vita e il lavoro di tutti i giorni richiedono. Chiudiamo per ora, ma speriamo di poter riprendere a "giocare" con voi e con la MotoGP ancora, quando i tempi saranno migliori. In questo post di saluto, voglio ringraziare tutti quelli che ci hanno aiutato a sognare. In primis il maestro Marco Masetti, che ci ha omaggiato, fin quando ha voluto, delle sue pagelle. Marco ci ha dato anche preziosi consigli che non scorderemo. Grazie a Massimo Branchini, che ci ha regalato magistrali pillole di tecnica e a Paolo Bologna che ci ha portato sulle ali del ricordo di un mondiale umano e passato, quello di trent'anni fa. Un grazie va anche al nostro gruppo editoriale, Comunicablog, che ha creduto nel progetto Info prendendosi in carico la parte tecnologica e la gestione generale, quindi grazie a Alessandro Cavallo e Ilaria Tagliamonte. Grazie ai nostri collaboratori, pochi ma buonissimi. Tra questi Alice Margaria e Patrizio Bruno. Alice ha dato il suo contributo con notizie sempre interessanti, Patrizio ha sviluppato le nostre app mobile. Il grazie più importante va a voi che ci avete seguito. Il vostro supporto ci ha spinto e sostenuto, ma la vita è fatta di priorità e per questo a volta le scelte, seppur dolorose vanno fatte prima che sia troppo tardi. Noi per ora ci fermiamo qui, ma non molliamo la nostra passione.  Ci vediamo in pista. Luca Bologna e Roberto Pagnanini - Fondatori di Infomotogp.com

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Finalmente è arrivata. La nuova Ducati GP15 è stata presentata a Borgo Panigale con Guido Meda come accompagnatore nel suo debutto. La nuova moto è nuova davvero e colpisce soprattutto per le sue dimensioni. A vederla sembra più piccola e affilata delle D16 che hanno calcato fino a questo momento le piste. Questa è forse la firma di Luigi Dall'Igna, che firma in todo il nuovo progetto. "Si tratta di una moto molto compatta - ha detto il pilota Ducati Andrea Iannone - anche io non me l'aspettavo così piccola". Molto colpito anche Andrea Dovizioso.  "Nonostante abbia elementi in comune con la GP14.3 - ha detto l'altro pilota ufficiale Andrea Dovizioso - è tutta nuova. Bella fuori e soprattutto dentro, non vedo l'ora di provarla". Ma l'unico per ora ad aver guidato la nuova moto di Borgo Panigale è stato il collaudatore Michele Pirro. "Rispetto a tutte le altre Ducati - ha detto Pirro - è completamente diversa. Dopo tanti anni di sacrificio con i ragazzi del Test Team, con i quali abbiamo lavorato tanto, questa è davvero emozionante. Sono molto fiducioso su questo progetto e credo che gli obiettivi che ha dato Dall'Igna sono raggiungibili". In un mondo dominato da un pilota (e da una casa) che si è permesso di vincere 13 delle 18 gare in calendario nel 2014, non si può troppo alzare la cresta e per questo Gigi Dall'Igna rimane con i piedi per terra. "Ci poniamo per il 2015 un obiettivo altamente sfidante, vogliamo almeno una vittoria - Lo scorso anno siamo arrivati al nostro obiettivo che era quello di arrivare a 10 secondi dai migliori, quest'anno alziamo l'asticella. La nostra MotoGP avrà anche contenuti che saranno trapiantati alla produzione di serie". Analizzando la nuova moto, almeno dalle immagini, la nuova GP15 non ha molto in comune con le moto che l'hanno preceduta. Più piccola e visibilmente compatta, come hanno sottolineato i piloti, la nuova Ducati presenta una carena caratterizzata dai grandi sfoghi d'aria laterali e dal capolino ora più rastremato. Rimane la presa d'aria anteriore, ma cambia la formae la dimensione per assecondare l'airbox del nuovo motore 4 cilindri a v di 90° come nella tradizione Ducati. Il telaio, abbandonato da tempo il traliccio e gettato via per la MotoGP il concetto di motore portante (rimasto in SBK con la Panigale), è un doppio trave laterale in alluminio, mentre il forcellone è un elemento in carbonio completamente riprospettato. Diversa rispetto al passato anche la disposizione degli scarichi. Sotto al codino dal lato destro si vedono i due tubi dello scarico della bancata posteriore che si raccordano in un terminale singolo, mentre per i cilindri anteriori c'è uno scarico singolo sempre sulla destra della GP15. La nuova moto viene dalle esperienze fatte durante la scorsa stagione e nel test collettivo che si è tenuto a Sepang in Malesia nella prima settimana di febbraio. I due piloti ufficiali, in quella occasione si sono molto avvicinati alla testa della classifica, con Andrea Iannone, in particolare che è stato autore del secondo tempo a meno di 4 decimi dallo strabiliante tempo fatto segnare dal campione del mondo Marc Marquez con la Honda (1.58.8). Nel prossimo test che si svolgerà sempre a Sepang in Malesia a partire dal 23 al 25 febbraio prossimi, nel box Ducati ci sarà disponibile una GP15 a pilota. Andrea Dovizioso e Andrea Iannone proseguiranno lo sviluppo della nuova moto confrontandola con la versione precedente che comunque ha evidenziato una notevole competitività.

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La Federazione Internazionale del Motociclismo ha confermato le indiscrezioni circolate nella giornata di martedì, annunciando che il GP di Inghilterra del prossimo 30 settembre si correrà sul circuito di Silverstone e non a Donington.  "Siamo lieti di annunciare - ha detto Michael Carrick, Chief Executive del Circuito del Galles, che organizza il Gp di Inghilterra - di aver raggiunto un accordo con Silverstone per ospitare le edizioni 2015 e 2016 del GP di Inghilterra. Vogliamo ringraziare la nuova gestione di Silverstone, i nostri partner di Dorna e i nostri investitori per la risposta rapida necessaria per sostenere l'edizione 2015. Siamo lieti di garantire il futuro della manifestazione per i prossimi due anni, mentre il nostro circuito in Galles è in costruzione. L'annuncio di oggi assicura che avremo anche quest'anno una gara MotoGP in Inghilterra".

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Secondo quanto riporta la versione on line del Fatto Quotidiano, all'interno dei 7499 nomi di italiani presenti nella "lista Falciani" su presunti conti irregolari in Svizzera, ci sarebbe anche quello di Valentino Rossi. Il nove volte iridato sarebbe in compagnia anche dello stilista Valentino e del manager ex F1 Flavio Briatore. Non solo, nel totale della lista fornita dall'ex informatico frano italiano Hervé Falciani, ci sarebbero anche il pilota F1 ex Ferrari Fernando Alonso e il collega Heikki Kovalainen, oltre re Abdallah di Giordania, il re del Marocco Mohamed VI, il principe del Bahrain Salamn Bin Hamad Al Khalifa, l'attore John Malkovich, l’ex calciatoreDiego Forlàn, la modella Elle MacPherson, il fotografoHelmut Newton e il cantautore Phil Collins. Insomma un altro scandalo nel quale Valentino Rossi rischia di dover giustificare al fisco italiano le cifre in Svizzera, dopo la maxi multa di 20 milioni di euro che il pilota Yamaha ha dovuto pagare al fisco per la maxi multa che gli era stata comminata nel 2008 per la cospicua evasione fiscale dei periodi 2000-2004. Secondo Il Fatto Quotidiano, dai documenti letti da Icij emerge che alla Hsbc il Valentino avrebbe accantonato nel 2003, in un conto numerato, 23,9 milioni di dollari. Ma, curiosità, il padre, Graziano Rossi ha fatto registrare che preferiva fossero investiti con una linea "conservativa". Valentino Rossi, attraverso i suoi legali, ha smentito ogni coinvolgimento nello scandalo Falciani. Le indagini da parte della Guardia di Finanza sono comunque in corso.  

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Sono andati molto bene i test Michelin a Sepang con i collaudatori, in particolare Colin Edwards, che hanno girato in due minuti.  Il riferimento fatto segnare da texano è decisamente molto buono. Colin è un pilota d'esperienza e a lui hanno affidato una M1 per fare i test, ma non ultimissima versione. In buona sostanza, rispetto ai primi test della casa francese, dove sembrava la Michelin non ancora all'altezza della sfida, le cose sono molto migliorate, ma c'è ancora da fare. I tre collaudatori su 4 presenti per le prove post test Sepang, Edwards con la Yamaha, Aoyama con la Honda e Pirro con la Ducati, sono caduti tutti e tre sulla curva 5 per perdita di aderenza sulla ruota anteriore. Naturalmente la Michelin non è una debuttante assoluta, anche in questi anni di assenza dal mondiale non si è fatta mancare le corse, dunque c'è da aspettarsi che i francesi siano completamente a posto per il decisivo test di Brno il prossimo 21 agosto. In quell'occasione proveranno oltre agli ufficiali, tutti i piloti della griglia. Sarà dunque quello il momento per tirare le somme del lavoro Michelin.

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Il terzo giorno di test di Sepang non è durato molto. Il tempo di mettere in pista Marc Marquez e di spingere la sua Honda fuori dal box. Il campione del mondo non ha dato scampo ai suoi colleghi, alcuni dei quali hanno cullato l'idea di poterlo battere, magari anche solo nelle prove invernali, e invece no, sbagliato. Grazie a delle condizioni ideali della pista e del clima che ha graziato tutti sin quasi a mezzogiorno (ora locale), non sembrava si stesse facendo dei test ma delle qualifiche.  Il più veloce, subito è stato come detto, subito il campione del mondo in carica Marc Marquez (Honda) che ha prima abbattuto il muro dei due minuti, per migliorare ancora in un giro perfetto a 1.58.867. Il riferimento di Marquez migliora il record della pista dello stesso campione spagnolo fatto registrare lo scorso anno in 1.59.791. Alle spalle del campione della Honda il compagno di squadra Dani Pedrosa, staccato di 0,139s, mentre ottimo terzo è Andrea Iannone. Il pilota ufficiale della Ducati ha chiuso la sua prima tre giorni di pista del 2015 con il bel tempo 1.59.388, confermando la competitività della Desmosedici GP14.3. Alle spalle di Iannone c'è Valentino Rossi (Yamaha). Il nove volte iridato è attardato nei confronti di Marquez di 0,534s, ma è comunque nel "club degli under due minuti" a Sepang. Fanno parte dello stesso gruppo anche Jorge Lorenzo (Yamaha) con il quinto tempo, Pol Espargarò (Yamaha) e Andrea Dovizioso (Ducati) con il settimo tempo. Poco più lento dei due minuti, in tredicesima posizione c'è Danilo Petrucci con la Ducati del Team Pramac, mentre il collaudatore della casa di Borgo Panigale ha terminato questi test con il sedicesimo tempo. Più indietro ci sono Alex De Angelis (ART Aprilia) e Marco Melandri (Aprilia), rispettivamente 27° e 28°. Il responso di due queste prime prove parla chiaro rispetto ai valori in campo. La Honda e Marc Marquez rimangono da battere, mentre si fanno sempre più competitive, finalmente, le Ducati, anche grazie all'arrivo nella squadra ufficiale di Andrea Iannone. Il pilota di Vasto sta mettendo ancora più cattiveria nella sua guida e i risultati si vedono. Sembra essere a buon punto, in relazione all'imminente inizio di stagione la Suzuki che vede il suo miglior pilota, Aleix Espargarò, decimo con il tempo 2.00.486, mentre c'è ancora del lavoro da fare in casa Aprilia. La marca di Noale, che ha deciso di rientrare in MotoGP solo qualche mese fa è tecnicamente in ritardo e sta scontando i problemi tipici dei primi mesi di sviluppo. Il migliore in sella alla nuova moto italiana in questa tre giorni è stato lo spagnolo Alvaro Bautista 21° con il tempo 2.01.954.

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Jorge Lorenzo stavolta non ha lasciato scampo. Lo spagnolo ha chiuso con il primo tempo il secondo giorno di test collettivi della MotoGP a Sepang scendendo per primo sotto il muro dei due minuti, in 1.59.963. Secondo tempo per la Ducati di Andrea Dovizioso, staccata di solo 52 millesimi di secondo, mentre in terza posizione è Marc Marquez (Honda). Il campione del mondo in carica non è riuscito a sfruttare al meglio l'asfalto malese nell'ultima parte del tempo a disposizione, probabilmente per il troppo caldo o per le tante novità da provare. Marquez ha fatto segnare il suo miglior tempo in 2.00.146, a soli 0.183s da Lorenzo. Quarta posizione per Dani Pedrosa (Honda), poi Andrea Iannone (Ducati) a 0,428s da Lorenzo. Segue Valentino Rossi. Il pilota della Yamaha ha fatto segnare il sesto tempo nel secondo giorno di prove. Rossi che ha compiuto 63 giri in questa sessione, si è dedicato ai nuovi componenti portati dalla Yamaha in vista della nuova stagione e a diverse prove di set up. Più indietro c'è Danilo Petrucci con la Ducati del Team Pramac. Il ternano è staccato da Lorenzo di 1,969s, ma ha fatto meglio del collaudatore Ducati Michele Pirro, che sostituisce il suo compagno Yonny Hernandez. Pirro ha dunque terminato la giornata con il 18° tempo. Più in la troviamo Alex De Angelis (ART Aprilia). Il pilota di San Marino ha chiuso con il 25° tempo finale, che è abbastanza simile a quello fatto segnare quando ad ottobre correva a Sepang con la Yamaha del Team Forward e poi ha fatto meglio di Marco Melandri (Aprilia), che ha terminato il secondo giorno di test con il 28° e ultimo tempo. La prestazione di Melandri non è al momento giudicabile. Il pilota ravennate sta sviluppando con Alvaro Bautista (oggi 17°), la nuova Aprilia da MotoGP, moto ancora acerba con molte componenti nuove da provare. Tra le marche debuttanti, un gran passo avanti è stato fatto dalla Suzuki, che ha piazzato i suoi due piloti Aleix Espargarò e Maverick Vinales rispettivamente in decima e quindicesima posizione.

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Non ce l'ha fatta Valentino Rossi a chiudere in testa il primo giorno di prove di Sepang. A fine giornata Marc Marquez, in ottima forma, è riuscito a fare meglio del pilota Yamaha, soffiandogli il best time con il suo 2.00.262.  Rossi è comunque attaccato, e ha terminato a soli 0,118s dal campione del mondo in carica e comunque davanti a Jorge Lorenzo (Yamaha), mentre Andrea Dovizioso è stato il primo tra i piloti con la Ducati, chiudendo quarto questa prova. Andrea Iannone (Ducati) è settimo alle spalle anche di Pol Espargarò (Yamaha). Più staccati Michele Pirro e Danilo Petrucci. Il collaudatore della Ducati che sostituisce in queste prove l'infortunato Yonny Hernandez è 12°, mentre Petrucci lo segue con il 13° tempo. Ancora più staccati Marco Melandri (Aprilia) e Alex De Angelis (ART-Aprilia), rispettivamente 26° e 27°. Tra le case debuttanti, bilancio simile per l'Aprilia, che vede Alvaro Bautista piazzarsi nella prima giornata di prove in quindicesima posizione  e la Suzuki che piazza Aleix Espargarò una posizione più avanti. Le due marche stanno lavorando molto e tanto hanno fatto durante l'inverno per essere all'altezza della concorrenza, ma c'è ancora tanto da fare e questo primo test aiuterà di certo. Poche le cadute da segnalare. Il primo a scivolare è stato Pol Espargarò (Yamaha), poi è stato il turno di Cal Crutchlow (Honda) e dell'americano Nicky Hayden (Honda).

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Valentino Rossi davanti a tutti alle 15.30 del primo giorno di test. Il pilota Yamaha sta cercando di mantenere le promesse fatte durante la presentazione di qualche giorno fa a Madrid e per ora ha la leadership con il tempo 2.00.380. Secondo tempo per Jorge Lorenzo con l'altra Yamaha ufficiale, staccato da Rossi di 0,141s, mentre Dani Pedrosa con la Honda è terzo a 0,365s. Marc Marquez, il campione del mondo in carica, è quinto a poco più di sei decimi da Rossi, mentre sesto è Andrea Dovizioso che precede con la Ducati ufficiale il compagno di squadra Andrea Iannone autore del settimo tempo. Bene Danilo Petrucci. Il ternano con la Ducati del Team Pramac, dopo un duro allenamento e una dieta molto impegnativa che lo ha fatto asciugare visibilmente, è tredicesimo con il tempo 2.02.627. Tra i "new comer", bene l'Aprilia con Alvaro Bautista decimo dietro a Cal Crutchlow, ma soprattutto davanti ad Aleix Espargarò con la Suzuki. A testa bassa è invece Alex De Angelis. Il pilota di San Marino che aveva fatto un solo giorno di prove a Valencia lo scorso anno in sella alla ART del Team Ioda, sta cercando di girare il più possibile. Per ora Alex è 25°, ed è comunque davanti a Melandri con la seconda Aprilia ufficiale (il ravennate è 27°) e a Loris Baz (26°) che ha ereditato la Yamaha Forward che usava lo scorso anno De Angelis.

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L'ex iridato Jorge Aspar Martinez (nella foto con Valentino Rossi per la celebrazione della collaborazione con l'Academy del 9 volte iridato) è stato rinviato a giudizio per corruzione nell'ambito delle indagini sul Gp di F1 di Valencia. Il team manager ha ricevuto la notifica dal tribunale superiore di giustizia di Valencia insieme alla ex consigliera regionale Dolores Johnson e all'ex presidente della Generalità Valenciana Francisco Camps.  Secondo l'articolo del sito spagnolo El Confidencial la richiesta di rinvio a giudizio per Aspar, Johnson e Camps, è dovuta per le questioni inerenti la gestione Gp di Formula uno di Valencia di cui avevamo già parlato.  Lo scandalo sulla gestione e l'organizzazione della gara di auto aveva evidenziato una "distrazione" di circa 400 milioni di euro dalle casse della Generalità Valenciana. Dunque, dopo le indagini dovute, il tribunale superiore di giustizia ha deciso il rinvio a giudizio per gli indagati in base alle richieste dell'autorità anti corruzione del  18 dicembre 2014.  

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Ancora non si gira a Sepang, ma le moto sono già praticamente tutte pronte. I team ufficiali e i privati sono ai ritocchi finali per l'inizio delle danze del campionato 2015 a partire da domani mattina ora malese.  In questa prima gallery le moto catturate nei box, o poco fuori che fanno i primi ruggiti sui cavalletti. Il rumore c'è ed è del tutto piacevole. Per gli amanti della tecnica da segnalare una nuova moto nel box Aprilia a disposizione di Bautista e Melandri (una a testa), caratterizzate da un nuovo telaio e da una diversa distribuzione dei pesi, mentre il motore per ora è quello evoluzione con valvole pneumatiche. Le Honda sono presenti anche con il collaudatore Hiroshi Aoyama, mentre le Yamaha sono quelle giuste, finalmente e sono già pronta alla lotta con le RCV213V. A Sepang c'è aria da primo giorno di scuola, voi nel frattempo guardatevi la nostra prima gallery.

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Sono state presentate a Bali in Indonesia, le nuove Honda RCV213V 2015. Le moto da battere con Marquez e Pedrosa hanno ricevuto il battesimo per la stagione che sta per iniziare con lo sfondo classico dei matrimoni tropicali.  Spiaggia, palme e al posto dei fiori un paio di bandiere a scacchi per sancire l'unione (molto fruttuosa) di Marquez con la sua moto e con il suo compagno di squadra, perfetto in queste due stagioni a non impensierire troppo il talento di Cervera, ma capace al contempo di parare molte delle stoccate dei suoi avversari. Rispetto alla versione dello scorso anno, la nuova RCV non appare diversa da quella vittoriosa del 2014. Cambia poco la livrea con ora il parafango anteriore dedicato alla Red Bull, che è sempre più legata alla Honda anche e soprattutto all'arrivo di Jack Miller nella classe regina. Poche e solo di circostanza le parole spese da Marquez e Pedrosa in questa occasione, che non riportiamo. Per la "ciccia" tecnica e le impressioni sulla nuova moto dovremo aspettare i test che inizieranno il 4 febbraio.  

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