MOTORI
Meda passa a SKY, ormai è (quasi) ufficiale
Scritto il 2015-01-03 da Flavio Felsina su Infomotogp

La questione di Guido Meda a SKY è una storia non nuova per il web. Già lo scorso anno, il popolare giornalista milanese era stato contattato da SKY appena dopo l'acquisto dei diritti della MotoGP. 

All'epoca, era la fine del 2013, Meda, secondo quanto scrivemmo all'epoca , aveva avuto ben più di un abboccamento dalla tv di Mardock in Italia, ma preferì rimanere in Mediaset, azienda che comunque gli aveva garantito una ottima carriera e una prospettiva interessante: quella di rimanere al microfono come voce leader della SBK, oltre a un ruolo più dirigenziale nella redazione sportiva.

Ma qualcosa sta cambiando. Già a Valencia uomini di SKY non nascondevano il fatto che Meda era nella fase conclusiva della trattativa con la redazione sportiva di SKY Sport, poi è comparso un pezzo più che sibillino addirittura di Nico Cereghini su Moto.it che potete leggere QUI.

Cosa è successo dunque in questo anno. Facciamo una botta di conti, che con i soldi non si sbaglia mai. Se Mediaset è una TV commerciale, che basa i suoi introiti sulla pubblicità, SKY è ancora più focalizzata su questo punto. La TV satellitare non solo ha la pubblicità, ma richiede anche un abbonamento (oneroso o meno in base alle scelte dei pacchetti: cinema, sport, calcio, ecc) e visti i risultati a dir poco ridicoli mietuti dalla prima annata di motomondiale su SKY e Cielo, è chiaro che serviva un cambio nella cabina di commento.

A farne le spese sarà, secondo quanto scrive Cereghini, Zoran Flicic, voce nuova per le moto, ma commentatore esperto di sport. Zoran non è entrato nel cuore degli appassionati quanto lo è Meda, ma questo era anche impossibile. Meda viene da anni di microfono con le moto, mentre per Flicic c'era da muoversi in un ambiente nuovo e ostile e da mettere d'accordo un team decisamente eterogeneo e dalle diverse competenze. Insieme a Zoran dietro i microfoni del mondiale di SKY hanno fatto pratica anche Irene Saderini e Rosario Triolo come rookies. Tra i tre, il giovane Triolo, forse era quello da sacrificare. Ma questa è una opinione personale. Insomma con una media al limite del milione di spettatori a gara per l'anno appena trascorso, c'era sicuramente poco da gioire, ma c'è chi sta peggio (in Spagna Movistar TV non ha nemmeno dichiarato gli ascolti, mentre l'inglese BT Sport ha fatto anche peggio).

L'arrivo di Meda potrebbe essere la salvezza di SKY? A guardare i numeri generati dalla TV e il calo di vendite dei giornali specializzati insieme alla moria di ricerche sul web di argomenti legati alla MotoGP (le parole chiave più cercate sono "motogp in tv", "orari tv motogp" e "come vedere la motogp gratis"), no. Ma lo speriamo, davvero. Guido, se veramente firmerà l'ultimo contratto che dovrebbe avere sotto mano, potrebbe diventare vice direttore di SKY Sport con responsabilità anche sulla F1. Si tratta di una sfida professionale molto impegnativa, che Meda può sopportare benissimo.

Ma cosa lascia Meda? Lascia Mediaset e fa bene. Secondo indiscrezioni di stampa, il gruppo dei Berlusconi potrebbe presto (nel 2015) passare di mano. Da ormai un paio di anni poi, anche in Mediaset si licenzia e tanto anche, quindi l'aria non è più quella di 5 anni fa.

A conti fatti Guido fa la scelta giusta, ma se l'intenzione di SKY è anche e solo quella di fare abbonati, vista la situazione economica generale, beh questo è di certo un "all in" pericoloso.

DI SEGUITO IL COMUNICATO UFFICIALE DI SKY SPORT: A partire da questa stagione, Guido Meda entra a far parte della grande casa dei motori di Sky Sport, che anche nel 2015 detiene i diritti per la trasmissione in esclusiva di tutte le gare in diretta del Motomondiale (MotoGP, Moto2 e Moto3) e del campionato del mondo di Formula 1. La voce storica della MotoGP, che negli anni ha trasformato i GP in un vero e proprio evento di culto nazionale – consacrando il mito di Valentino Rossi e facendo salire “tutti in piedi sul divano” a ogni vittoria del 9 volte campione del mondo -, guiderà la redazione Motori con la qualifica di Vice Direttore di Sky Sport e racconterà in diretta le gare della MotoGP. In particolare, Guido coordinerà il lavoro del team dei canali Sky Sport MotoGP HD (canale 208) e Sky Sport F1 HD (canale 207), accesi 24 ore su 24 sul mondo delle moto e della F1 con oltre 30 ore live di diretta ogni weekend di gara. Meda sarà, quindi, di nuovo sui circuiti della MotoGP per continuare a trasmettere, dopo anni di esperienza, la competenza e la passione per questo sport, che ritrova così la sua voce storica. Guido Meda commenta così la sua nuova avventura con Sky:  “Per uno appassionato come me da sempre  di moto, di auto, di sport e del proprio mestiere è difficile immaginare qualcosa di meglio. Non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura. Raccontare i motori con la squadra, la tecnologia e la qualità di Sky Sport è entusiasmante e sono felice di mettere a disposizione di questo grande gruppo l’esperienza che ho maturato negli anni. Il progetto che mi è stato affidato è importante e ne sono davvero orgoglioso. Vorrei che il risultato fosse un lavoro interessante e divertente per chi lo fa e per chi lo segue”. “Siamo molto felici di aprire il nuovo anno con questa notizia, straordinaria per i nostri abbonati – commenta con soddisfazione Jacques Raynaud, Executive Vice President Sky Sport e Sky Pubblicità –. L’arrivo di Guido Meda va a rafforzare e arricchire uno dei nostri pilastri, quello dei motori, che con una grande offerta live in Alta Definizione ha già raccolto ottimi risultati. Vogliamo continuare a migliorare, a crescere e a pensare al meglio per i nostri abbonati. E siamo certi di andare in questa direzione potendo contare da oggi anche sull’esperienza e la professionalità di Guido Meda”.

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Il pilota del Team SKY VR46, afferma SKY Sport, si è rotto la clavicola mentre si allenava in un circuito nei pressi di Ascoli Piceno. Il pilota marchigiano a seguito dell'infortunio non potrà prendere parte al Rally di Monza nel quale Fenati avrebbe dovuto partecipare per la prima volta. Nel servizio video di SKY Sport che annuncia l'infortunio di Fenati, ci sono delle cose che non tornano e che noi abbiamo riportato pedissequamente. In particolare non si capisce quale delle clavicole si sia rotto Romano (destra o sinistra) e non si capisce quale sia il circuito vicino ad Ascoli Piceno sul quale il pilota della Moto3 si stava allenando.  

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Nella prima parte della nostra inchiesta su I Padroni delle Corse, dopo aver parlato della storia della Dorna nella MotoGp e della sua relazione con Bridgepoint, abbiamo iniziato ad analizzare le principali aree di azione della società spagnola che dal 1992 gestisce il campionato più importante delle due ruote su pista. In questa seconda parte, andremo a scoprire l'assetto societario della Dorna, utilizzando come timone l'ultimo bilancio pubblicato, ovvero quello del 2012. Come abbiamo già evidenziato, la Dorna è controllata dal 2006 da Bridgepoint che ne detiene la guida con il 64,2% delle quote che le permette di avere anche alla presidenza Nicholas William Jackson, poi abbiamo Carmelo Ezpeleta (Amministratore Delegato) con il 15,07%, Enrique Aldama (Direttore Finanziario) con il 6,89%, la società di pubblicità Ballota BV (di proprietà di Enrique Aldama) con il 5,10%, Pau Serracanta (Direttore Commerciale) con il 3%, Javier Alonso (Direttore Eventi) con il 3%, Sergi Sendra (Direttore di Produzione TV) con lo 0,8%, Josep Vila Roca (pilota di fuoristrada catalano con passato nei raid e nella Parigi Dakar) con lo 0,26%, Vicente Jimenez Martinez (avvocato e procuratore di Dorna) con lo 0,13%, Eduardo Garcia Alvarez (procuratore di Dorna) con lo 0,11%, Giovanni Pippia (Direttore della Produzione Televisiva di Dorna) con lo 0,11%, Pilar Gancedo (Direttore Vendite Diritti TV) con lo 0,11%, Amparo Porto (Direttore area espositori Dorna) con lo 0,11%, Albert Diestro con lo 0,11%, Jordi Sais Molins con lo 0,09%, Juan Jose Gonzalez con lo 0,08%, Eugeni Haro Rodriguez con lo 0,08%, Jose Miguel Masana con lo 0,08%, Carles Jorba con lo 0,08%, Helios Xaduaro con lo 0,08% e un altra miriade di micro azionisti. Quello che è evidente dal quadro sopra riportato è il filone di comando. A parte la Bridgepoint che detiene le azioni per il controllo della società, hanno un enorme peso soprattutto due persone: Carmelo Ezpeleta e Enrique Aldama (che oltre al suo 6,89% controlla anche il 5,1% della sua Ballota BV). Ezpeleta e Aldama, dunque, hanno tutti gli interessi, più degli altri, che la Dorna navighi il più possibile in acque prosperose e tranquille, ma in effetti la Dorna ha una serie di problemi finanziari storici. Nel 201o, il sito THE PADDOCK MAGAZINE, faceva notare in un suo articolo, il grande indebitamento della società spagnola che era all'epoca di 468 milioni di euro a lungo termine. Il bilancio 2012, invece parla di una cifra lievemente migliorata, di 422.684 milioni, con un totale passività di 600.845 milioni, che è anche la cifra riportata nel totale attivo. In definitiva la Dorna ha dichiarato nel suo bilancio 28.650 milioni di euro come MOL (Margine Operativo Lordo), molto poco se pensiamo ai problemi fiscali che la società sta affrontando in questo periodo. Ci eravamo occupati di questa notizia qualche tempo fa, ma lo stesso Carmelo Ezpeleta è coinvolto anche in un altro procedimento. Si tratta di una indegine su una presunta truffa che sarebbe stata perpetrata dalla stessa società che organizzava il Gp di Spagna negli anni 1996-2011. Della società che controllava l'impianto di Jerez, ora gestito dal comune della cittadina e dalla giunta regionale andalusa, faceva parte o stesso Ezpeleta che a sua volta, dal 1998 ricopriva il ruolo di amministratore delegato della Dorna. Una doppia veste scomoda dunque, della quale gli investigatori della magistratura spagnola ora vogliono conto, anche e soprattutto per l'evasione fiscale derivata dalla vendita  di biglietti regolari, ma non presenti nella normale rendicontazione fiscale del circuito. Con queste indagini fiscali e penali ancora in corso, la Dorna si prepara a presentare il suo prossimo bilancio, quello del 2013, in ottobre. Nel frattempo, andiamo a dare uno sguardo anche in casa IRTA. L'associazione dei team nel mondiale ad oggi presieduta dal francese Hervé Poncharal (proprietario anche del Team Tech3), come si legge nel sito Motogp.com, è stata formata nel 1986 ed è l'associazione che raggruppa tutti le squadre del Campionato del Mondo di MotoGP, è la portavoce dei team nei processi decisionali. L'associazione lavora al fianco della FIM e di Dorna per mantenere un elevato standard qualitativo nel MotoGP e in generale nel motociclismo. Ma da dove prende i suoi soldi la IRTA? Semplice, in gran parte dalla DORNA, che con un contributo nel 2013 di 39.430.828,22 Franchi Svizzeri (32.567.567,577 € al cambio attuale) risulta essere il maggiore finanziatore dell'associazione. In verità, altri 9.633.358,79 CHF (7.956.593,294 €) vengono da altre attività come i costi di trasporto (1.806.260,56 CHF), noleggi vari all'estero (2.135.201,13 CHF), affitto dei motori della Moto2 (3.924.713,50 CHF) e altre attività minori. Il tutto per un totale di 49.064.187,01 CHF (40.524.160,871 €), che sottratto alle spese annuali (sempre del 2013) di 2.278.303,47 CHF (1.881.745,973 €) fa rimanere nelle casse dell'associazione 46.785.883,54 CHF (38.642.414,898 €), una somma che potrebbe bastare per i prossimi 10 anni di attività della IRTA a quanto pare, ma così non è. L'associazione paga ai team della MotoGP un contributo di 29.159.000€ (inclusa la fornitura dei pneumatici e in alcuni casi anche di olii e benzine), poi ci sono anche gli alti costi di spedizione internazionale sempre dei team (8.160.000€), il contributo per la Clinica Mobile (491.000 €), l'affitto per le tende box per i team della MotoGP, Moto2 e Moto3 (258.000 €) e altre spese minori, che fanno diminuire di molto i 38 milioni di cui avevamo parlato prima. Dunque, DORNA controlla di fatto anche l'IRTA che funge da ufficiale pagatore nei confronti delle squadre della MotoGP per la loro sussistenza. Un procedimento diverso da quanto accade in Formula 1, dove le squadre hanno una percentuale nella società che detiene i diritti TV e in base a quelle quote, ricevono i loro compensi annuali. Nella MotoGP i team sono dunque un'impresa a rischio limitato ma presente. Nonostante le elargizioni che arrivano dalla IRTA (Dorna) le squadre ancora faticano a trovare i budget necessari per schierare le moto, i piloti e gli uomini necessari. FINE DELLA SECONDA PARTE

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