MOTORI
IM2: Lowes vince la coppa cascatori 2014
Scritto il 2014-11-14 da Flavio Felsina su Infomoto2

E' Sam Lowes il pilota con più cadute in attivo nella stagione 2014. L'ex iridato della Supersport alla prima stagione nella Moto2 con il Team Speed Up di Luca Boscoscuro è il rottamatore ufficiale del mondiale con 25 cadute.

Sono in generale i piloti delle classi minori a svettare nella poco lusinghiera classifica dei cascatori. Al secondo posto, ovvero nel primo della Moto3, c'è Karel Hanika che ha colezionato 24 cadute con la KTM del Team Ajo. Anche Hanika è un debuttante, lo scorso anno era nella Rookies cup che aveva vinto.

Sul podio il sempre verde Axel Pons, con 22 cadute a parimerito con Niccolò Antonelli, il quale con la KTM del Team Gresini ha passato un inizio di stagione più sull'asfalto che in sella.

Il primo tra i piloti della MotoGP è invece ottavo nella classifica generale alle spalle di Mattia Pasini (a quita 18 cadute). Si tratta dell'inglese Bradley Smith che ha mandato in terra la M1 del Team Tech3 ben 16 volte. Di certo i danni della Yamaha di Smith sono stati ben più ingenti di quelli di tutte le cadute di Lowes e Hanika messe insieme. Il migliore della classe regina è stato il collaudatore Yamaha Katsuyuki Nakasuga, con una sola caduta, ma c'è da dire che il giapponese ha corso solo la gara di Motegi. Bene Jorge Lorenzo (2 cadute), Michele Pirro (2 cadute) e Leon Camier (2 cadute). Tra i virtuosi anche Danilo Petrucci, Nicky Hayden e Andrea Dovizioso (tutti con 4 cadute), mentre Valentino Rossi è a quota cinque cadute.

Per i circuiti, si è distinto Misano con 21 cadute alla "Rio" e 20 cadute nella curva 6 come picco. Nelle tre classi, il Marco Simoncelli ha visto 109 cadute in totale. La pista italiana ha alle spalle Motegi e Phillip Island, entrambe a quota 71, mentre il Mugello è ultimo (e dunque virtuoso da questo punto di vista) con "solo" 33 crash.

In totale i piloti delle tre classi hanno toccato terra nella stagione 981 volte, fortunatamente senza gravi conseguenze e questo è un segnale ottimo dal punto di vista della sicurezza degli equipaggiamenti (tute, caschi, guanti e stivali) e delle piste stesse. Ma tanto lavoro c'è ancora da fare. Mai abbassare la guardia su un tema delicato come quelli della sicurezza in pista.

Al vaglio delle varie commissioni di sicurezza ci sono già molte cose tra queste la certificazione delle tute e l'idea di rendere obbligatorio l'airbag, ma tecnologicamente non tutti i produttori sono ancora in grado di sviluppare un proprio sistema. Poi c'è la questione "erba sintetica" da togliere e da sostituire con cosa? Dunque tanto lavoro in inverno da questo punto di vista.

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La questione di Guido Meda a SKY è una storia non nuova per il web. Già lo scorso anno, il popolare giornalista milanese era stato contattato da SKY appena dopo l'acquisto dei diritti della MotoGP.  All'epoca, era la fine del 2013, Meda, secondo quanto scrivemmo all'epoca , aveva avuto ben più di un abboccamento dalla tv di Mardock in Italia, ma preferì rimanere in Mediaset, azienda che comunque gli aveva garantito una ottima carriera e una prospettiva interessante: quella di rimanere al microfono come voce leader della SBK, oltre a un ruolo più dirigenziale nella redazione sportiva. Ma qualcosa sta cambiando. Già a Valencia uomini di SKY non nascondevano il fatto che Meda era nella fase conclusiva della trattativa con la redazione sportiva di SKY Sport, poi è comparso un pezzo più che sibillino addirittura di Nico Cereghini su Moto.it che potete leggere QUI. Cosa è successo dunque in questo anno. Facciamo una botta di conti, che con i soldi non si sbaglia mai. Se Mediaset è una TV commerciale, che basa i suoi introiti sulla pubblicità, SKY è ancora più focalizzata su questo punto. La TV satellitare non solo ha la pubblicità, ma richiede anche un abbonamento (oneroso o meno in base alle scelte dei pacchetti: cinema, sport, calcio, ecc) e visti i risultati a dir poco ridicoli mietuti dalla prima annata di motomondiale su SKY e Cielo, è chiaro che serviva un cambio nella cabina di commento. A farne le spese sarà, secondo quanto scrive Cereghini, Zoran Flicic, voce nuova per le moto, ma commentatore esperto di sport. Zoran non è entrato nel cuore degli appassionati quanto lo è Meda, ma questo era anche impossibile. Meda viene da anni di microfono con le moto, mentre per Flicic c'era da muoversi in un ambiente nuovo e ostile e da mettere d'accordo un team decisamente eterogeneo e dalle diverse competenze. Insieme a Zoran dietro i microfoni del mondiale di SKY hanno fatto pratica anche Irene Saderini e Rosario Triolo come rookies. Tra i tre, il giovane Triolo, forse era quello da sacrificare. Ma questa è una opinione personale. Insomma con una media al limite del milione di spettatori a gara per l'anno appena trascorso, c'era sicuramente poco da gioire, ma c'è chi sta peggio (in Spagna Movistar TV non ha nemmeno dichiarato gli ascolti, mentre l'inglese BT Sport ha fatto anche peggio). L'arrivo di Meda potrebbe essere la salvezza di SKY? A guardare i numeri generati dalla TV e il calo di vendite dei giornali specializzati insieme alla moria di ricerche sul web di argomenti legati alla MotoGP (le parole chiave più cercate sono "motogp in tv", "orari tv motogp" e "come vedere la motogp gratis"), no. Ma lo speriamo, davvero. Guido, se veramente firmerà l'ultimo contratto che dovrebbe avere sotto mano, potrebbe diventare vice direttore di SKY Sport con responsabilità anche sulla F1. Si tratta di una sfida professionale molto impegnativa, che Meda può sopportare benissimo. Ma cosa lascia Meda? Lascia Mediaset e fa bene. Secondo indiscrezioni di stampa, il gruppo dei Berlusconi potrebbe presto (nel 2015) passare di mano. Da ormai un paio di anni poi, anche in Mediaset si licenzia e tanto anche, quindi l'aria non è più quella di 5 anni fa. A conti fatti Guido fa la scelta giusta, ma se l'intenzione di SKY è anche e solo quella di fare abbonati, vista la situazione economica generale, beh questo è di certo un "all in" pericoloso.

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Con l'arrivo del freddo e con la mancanza di gare da fare è tempo di vendere. Oltre alla PBM che sta letteralmente svuotando il suo reparto corse MotoGP - in vendita ci sono due PBM, due ART, più materiale del box (pannellature, attrezzi, ecc) e addirittura il bilico usato per le trasferte europee - c'è del movinento anche nella Moto2. In vendita una Kalex e tre Suter. Si tratta delle moto di Esteve Rabat, Johann Zarco, Josh Herrin, e di Gino Rea. Tutto si trova in perfette condizioni, o almeno sono come i piloti le hanno lasciate dopo la gara di Valencia. Se vi prude la fantasia di avere una Moto2 per andare a girare, queste moto nello specifico non vengono via a buon mercato. Sono necessari infatti 75.000 € per la moto campione del mondo di Rabat  (compreso nel prezzo telaio 2014 compreso di forcellone, cablaggi, sospensioni Ohlins, motore Moto2, freni Brembo, più altre splendide cosucce) mentre con dieci mila euro in meno potete ambire alla Suter Caterham di Johann Zarco (compreso nel prezzo anche il forcellone prototipo, il telaio 2015, sospensioni WP, un motore con specifiche Moto2, freni Brembo, scarichi e l'elettronica 2D). Minore è la richiesta per le Suter di Rea (60.000€) e di Josh Herrin (58.000€), comunque si tratta di moto dotate di una discreta quantità di ricambi. Se siete interessati, ecco chi contattare: David Rea +447710728900 (rearacing@sky.com) o Martin de Rooy +447768885888.

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