MOTORI
Frattura alla clavicola per Romano Fenati, salterà Rally di Monza
Scritto il 2014-11-24 da Carena Carogna su Infomoto3

Fonte: VR46 Official Facebook Page

Il pilota del Team SKY VR46, afferma SKY Sport, si è rotto la clavicola mentre si allenava in un circuito nei pressi di Ascoli Piceno.

Il pilota marchigiano a seguito dell'infortunio non potrà prendere parte al Rally di Monza nel quale Fenati avrebbe dovuto partecipare per la prima volta.

Nel servizio video di SKY Sport che annuncia l'infortunio di Fenati, ci sono delle cose che non tornano e che noi abbiamo riportato pedissequamente.

In particolare non si capisce quale delle clavicole si sia rotto Romano (destra o sinistra) e non si capisce quale sia il circuito vicino ad Ascoli Piceno sul quale il pilota della Moto3 si stava allenando.

DI SEGUITO IL COMUNICATO UFFICIALE DI SKY SPORT: A partire da questa stagione, Guido Meda entra a far parte della grande casa dei motori di Sky Sport, che anche nel 2015 detiene i diritti per la trasmissione in esclusiva di tutte le gare in diretta del Motomondiale (MotoGP, Moto2 e Moto3) e del campionato del mondo di Formula 1. La voce storica della MotoGP, che negli anni ha trasformato i GP in un vero e proprio evento di culto nazionale – consacrando il mito di Valentino Rossi e facendo salire “tutti in piedi sul divano” a ogni vittoria del 9 volte campione del mondo -, guiderà la redazione Motori con la qualifica di Vice Direttore di Sky Sport e racconterà in diretta le gare della MotoGP. In particolare, Guido coordinerà il lavoro del team dei canali Sky Sport MotoGP HD (canale 208) e Sky Sport F1 HD (canale 207), accesi 24 ore su 24 sul mondo delle moto e della F1 con oltre 30 ore live di diretta ogni weekend di gara. Meda sarà, quindi, di nuovo sui circuiti della MotoGP per continuare a trasmettere, dopo anni di esperienza, la competenza e la passione per questo sport, che ritrova così la sua voce storica. Guido Meda commenta così la sua nuova avventura con Sky:  “Per uno appassionato come me da sempre  di moto, di auto, di sport e del proprio mestiere è difficile immaginare qualcosa di meglio. Non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura. Raccontare i motori con la squadra, la tecnologia e la qualità di Sky Sport è entusiasmante e sono felice di mettere a disposizione di questo grande gruppo l’esperienza che ho maturato negli anni. Il progetto che mi è stato affidato è importante e ne sono davvero orgoglioso. Vorrei che il risultato fosse un lavoro interessante e divertente per chi lo fa e per chi lo segue”. “Siamo molto felici di aprire il nuovo anno con questa notizia, straordinaria per i nostri abbonati – commenta con soddisfazione Jacques Raynaud, Executive Vice President Sky Sport e Sky Pubblicità –. L’arrivo di Guido Meda va a rafforzare e arricchire uno dei nostri pilastri, quello dei motori, che con una grande offerta live in Alta Definizione ha già raccolto ottimi risultati. Vogliamo continuare a migliorare, a crescere e a pensare al meglio per i nostri abbonati. E siamo certi di andare in questa direzione potendo contare da oggi anche sull’esperienza e la professionalità di Guido Meda”.

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La questione di Guido Meda a SKY è una storia non nuova per il web. Già lo scorso anno, il popolare giornalista milanese era stato contattato da SKY appena dopo l'acquisto dei diritti della MotoGP.  All'epoca, era la fine del 2013, Meda, secondo quanto scrivemmo all'epoca , aveva avuto ben più di un abboccamento dalla tv di Mardock in Italia, ma preferì rimanere in Mediaset, azienda che comunque gli aveva garantito una ottima carriera e una prospettiva interessante: quella di rimanere al microfono come voce leader della SBK, oltre a un ruolo più dirigenziale nella redazione sportiva. Ma qualcosa sta cambiando. Già a Valencia uomini di SKY non nascondevano il fatto che Meda era nella fase conclusiva della trattativa con la redazione sportiva di SKY Sport, poi è comparso un pezzo più che sibillino addirittura di Nico Cereghini su Moto.it che potete leggere QUI. Cosa è successo dunque in questo anno. Facciamo una botta di conti, che con i soldi non si sbaglia mai. Se Mediaset è una TV commerciale, che basa i suoi introiti sulla pubblicità, SKY è ancora più focalizzata su questo punto. La TV satellitare non solo ha la pubblicità, ma richiede anche un abbonamento (oneroso o meno in base alle scelte dei pacchetti: cinema, sport, calcio, ecc) e visti i risultati a dir poco ridicoli mietuti dalla prima annata di motomondiale su SKY e Cielo, è chiaro che serviva un cambio nella cabina di commento. A farne le spese sarà, secondo quanto scrive Cereghini, Zoran Flicic, voce nuova per le moto, ma commentatore esperto di sport. Zoran non è entrato nel cuore degli appassionati quanto lo è Meda, ma questo era anche impossibile. Meda viene da anni di microfono con le moto, mentre per Flicic c'era da muoversi in un ambiente nuovo e ostile e da mettere d'accordo un team decisamente eterogeneo e dalle diverse competenze. Insieme a Zoran dietro i microfoni del mondiale di SKY hanno fatto pratica anche Irene Saderini e Rosario Triolo come rookies. Tra i tre, il giovane Triolo, forse era quello da sacrificare. Ma questa è una opinione personale. Insomma con una media al limite del milione di spettatori a gara per l'anno appena trascorso, c'era sicuramente poco da gioire, ma c'è chi sta peggio (in Spagna Movistar TV non ha nemmeno dichiarato gli ascolti, mentre l'inglese BT Sport ha fatto anche peggio). L'arrivo di Meda potrebbe essere la salvezza di SKY? A guardare i numeri generati dalla TV e il calo di vendite dei giornali specializzati insieme alla moria di ricerche sul web di argomenti legati alla MotoGP (le parole chiave più cercate sono "motogp in tv", "orari tv motogp" e "come vedere la motogp gratis"), no. Ma lo speriamo, davvero. Guido, se veramente firmerà l'ultimo contratto che dovrebbe avere sotto mano, potrebbe diventare vice direttore di SKY Sport con responsabilità anche sulla F1. Si tratta di una sfida professionale molto impegnativa, che Meda può sopportare benissimo. Ma cosa lascia Meda? Lascia Mediaset e fa bene. Secondo indiscrezioni di stampa, il gruppo dei Berlusconi potrebbe presto (nel 2015) passare di mano. Da ormai un paio di anni poi, anche in Mediaset si licenzia e tanto anche, quindi l'aria non è più quella di 5 anni fa. A conti fatti Guido fa la scelta giusta, ma se l'intenzione di SKY è anche e solo quella di fare abbonati, vista la situazione economica generale, beh questo è di certo un "all in" pericoloso.

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Secondo quanto riporta l'autorevole Paolo Ciccarone su Automoto.it, Bernie Ecclestone, il patron della F1 starebbe pensando a una "tassa" sui siti web che si occupano di Formula1.  Secondo il collega Ciccarone, Ecclestone starebbe studiando come applicare richieste economiche ai siti web anche a causa della grave crisi economica in cui anche la casta dorata della F1 sta affrontando. Nel circus delle quattro ruote i bilanci delle squadre e della stessa organizzazione sono in grave difficoltà, con addirittura due team già fuori dalla porta (Marussia e Catheram, che ha chiuso anche la sua avventura in Moto2) e con i diritti TV che non bastano più  a coprire le sempre più alte esigenze per auto, piloti e trasferte esotiche. Ebbene, come abbiamo già visto nella nostra serie di articoli "I Padroni delle corse", anche la Dorna non naviga in buone acque, con un debito consolidato di oltre 400 milioni di euro che la società spagnola si tira dietro ormai da qualche anno. La situazione economica della Dorna, dunque, potrebbe spingere a cercare fondi anche dove non ci sono come sta facendo Ecclestone. Chiaro è che se il patron della F1 dovesse arrivare a chiedere una gabella ai gestori di siti web che parlano dei prototipi a quattro ruote, questo concetto potrebbe passare per qualunque tipo di sport, il che sarebbe contro ogni libertà di stampa e di espressione, cosa molto poco considerata dagli organizzatori in generale. La chiarezza dovrebbe essere fatta a monte, ovvero dalle Federazioni internazionali, che dovrebbero tutelare l'informazione in qualsiasi forma, proprio per aumentare la visibilità degli sport motoristici, in questo periodo in particolare specialmente. Peccato che proprio le federazioni siano di fatto controllate proprio dagli organizzatori, i quali contribuiscono per i tre quarti dei rispettivi budget federali stessi. Con l'avvento delle pay tv, le quali sono riuscite ad aggiudicarsi i diritti sia della F1 che della MotoGP pagando cifre irraggiungibili dalle TV generaliste e di Stato, anche l'indotto dell'informazione su questi sport sta avvizzendo. Fino allo scorso anno i telespettatori erano milioni, ora sono poche centinaia di migliaia (quando l'evento è solo in pay, mentre si è passato il milione solo in pochi casi in chiaro), il che sta stancando anche lo zoccolo duro degli appassionati che semplicemente non si informano più come prima. Il web ancora non genera guadagni paragonabili a quelli della carta stampata. Non lo fa per le moto, per le auto e lo fa a stento, almeno in Italia, per l'informazione generalista. Se Ecclestone rileva un problema finanziario, la soluzione non è certamente nelle pagine web, le quali sono colpevoli solo di aumentare le possibilità di comunicazione e di esposizione anche dei marchi che fanno la fortuna degli organizzatori. Il danno, semmai, è ed è stato nelle cattive gestioni, nei debiti accumulati negli anni, nello spreco e nella inutile rincorsa tecnica e tecnologica. E per questi errori non dovrebbero pagarne le conseguenze ne il web, ne gli operatori del'informazione e neppure gli appassionati a loro volta.  

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