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IMGP: I Padroni delle Corse - Seconda parte
Scritto il 2014-09-16 da Flavio Felsina su Infomotogp

Nella prima parte della nostra inchiesta su I Padroni delle Corse, dopo aver parlato della storia della Dorna nella MotoGp e della sua relazione con Bridgepoint, abbiamo iniziato ad analizzare le principali aree di azione della società spagnola che dal 1992 gestisce il campionato più importante delle due ruote su pista.

In questa seconda parte, andremo a scoprire l'assetto societario della Dorna, utilizzando come timone l'ultimo bilancio pubblicato, ovvero quello del 2012.

Come abbiamo già evidenziato, la Dorna è controllata dal 2006 da Bridgepoint che ne detiene la guida con il 64,2% delle quote che le permette di avere anche alla presidenza Nicholas William Jackson, poi abbiamo Carmelo Ezpeleta (Amministratore Delegato) con il 15,07%, Enrique Aldama (Direttore Finanziario) con il 6,89%, la società di pubblicità Ballota BV (di proprietà di Enrique Aldama) con il 5,10%, Pau Serracanta (Direttore Commerciale) con il 3%, Javier Alonso (Direttore Eventi) con il 3%, Sergi Sendra (Direttore di Produzione TV) con lo 0,8%, Josep Vila Roca (pilota di fuoristrada catalano con passato nei raid e nella Parigi Dakar) con lo 0,26%, Vicente Jimenez Martinez (avvocato e procuratore di Dorna) con lo 0,13%, Eduardo Garcia Alvarez (procuratore di Dorna) con lo 0,11%, Giovanni Pippia (Direttore della Produzione Televisiva di Dorna) con lo 0,11%, Pilar Gancedo (Direttore Vendite Diritti TV) con lo 0,11%, Amparo Porto (Direttore area espositori Dorna) con lo 0,11%, Albert Diestro con lo 0,11%, Jordi Sais Molins con lo 0,09%, Juan Jose Gonzalez con lo 0,08%, Eugeni Haro Rodriguez con lo 0,08%, Jose Miguel Masana con lo 0,08%, Carles Jorba con lo 0,08%, Helios Xaduaro con lo 0,08% e un altra miriade di micro azionisti.

Quello che è evidente dal quadro sopra riportato è il filone di comando. A parte la Bridgepoint che detiene le azioni per il controllo della società, hanno un enorme peso soprattutto due persone: Carmelo Ezpeleta e Enrique Aldama (che oltre al suo 6,89% controlla anche il 5,1% della sua Ballota BV). Ezpeleta e Aldama, dunque, hanno tutti gli interessi, più degli altri, che la Dorna navighi il più possibile in acque prosperose e tranquille, ma in effetti la Dorna ha una serie di problemi finanziari storici.

Nel 201o, il sito THE PADDOCK MAGAZINE, faceva notare in un suo articolo, il grande indebitamento della società spagnola che era all'epoca di 468 milioni di euro a lungo termine. Il bilancio 2012, invece parla di una cifra lievemente migliorata, di 422.684 milioni, con un totale passività di 600.845 milioni, che è anche la cifra riportata nel totale attivo. In definitiva la Dorna ha dichiarato nel suo bilancio 28.650 milioni di euro come MOL (Margine Operativo Lordo), molto poco se pensiamo ai problemi fiscali che la società sta affrontando in questo periodo.

Ci eravamo occupati di questa notizia qualche tempo fa, ma lo stesso Carmelo Ezpeleta è coinvolto anche in un altro procedimento. Si tratta di una indegine su una presunta truffa che sarebbe stata perpetrata dalla stessa società che organizzava il Gp di Spagna negli anni 1996-2011. Della società che controllava l'impianto di Jerez, ora gestito dal comune della cittadina e dalla giunta regionale andalusa, faceva parte o stesso Ezpeleta che a sua volta, dal 1998 ricopriva il ruolo di amministratore delegato della Dorna.

Una doppia veste scomoda dunque, della quale gli investigatori della magistratura spagnola ora vogliono conto, anche e soprattutto per l'evasione fiscale derivata dalla vendita  di biglietti regolari, ma non presenti nella normale rendicontazione fiscale del circuito.

Con queste indagini fiscali e penali ancora in corso, la Dorna si prepara a presentare il suo prossimo bilancio, quello del 2013, in ottobre.

Nel frattempo, andiamo a dare uno sguardo anche in casa IRTA. L'associazione dei team nel mondiale ad oggi presieduta dal francese Hervé Poncharal (proprietario anche del Team Tech3), come si legge nel sito Motogp.com, è stata formata nel 1986 ed è l'associazione che raggruppa tutti le squadre del Campionato del Mondo di MotoGP, è la portavoce dei team nei processi decisionali. L'associazione lavora al fianco della FIM e di Dorna per mantenere un elevato standard qualitativo nel MotoGP e in generale nel motociclismo.

Ma da dove prende i suoi soldi la IRTA? Semplice, in gran parte dalla DORNA, che con un contributo nel 2013 di 39.430.828,22 Franchi Svizzeri (32.567.567,577 € al cambio attuale) risulta essere il maggiore finanziatore dell'associazione. In verità, altri 9.633.358,79 CHF (7.956.593,294 €) vengono da altre attività come i costi di trasporto (1.806.260,56 CHF), noleggi vari all'estero (2.135.201,13 CHF), affitto dei motori della Moto2 (3.924.713,50 CHF) e altre attività minori. Il tutto per un totale di 49.064.187,01 CHF (40.524.160,871 €), che sottratto alle spese annuali (sempre del 2013) di 2.278.303,47 CHF (1.881.745,973 €) fa rimanere nelle casse dell'associazione 46.785.883,54 CHF (38.642.414,898 €), una somma che potrebbe bastare per i prossimi 10 anni di attività della IRTA a quanto pare, ma così non è.

L'associazione paga ai team della MotoGP un contributo di 29.159.000€ (inclusa la fornitura dei pneumatici e in alcuni casi anche di olii e benzine), poi ci sono anche gli alti costi di spedizione internazionale sempre dei team (8.160.000€), il contributo per la Clinica Mobile (491.000 €), l'affitto per le tende box per i team della MotoGP, Moto2 e Moto3 (258.000 €) e altre spese minori, che fanno diminuire di molto i 38 milioni di cui avevamo parlato prima.

Dunque, DORNA controlla di fatto anche l'IRTA che funge da ufficiale pagatore nei confronti delle squadre della MotoGP per la loro sussistenza. Un procedimento diverso da quanto accade in Formula 1, dove le squadre hanno una percentuale nella società che detiene i diritti TV e in base a quelle quote, ricevono i loro compensi annuali. Nella MotoGP i team sono dunque un'impresa a rischio limitato ma presente. Nonostante le elargizioni che arrivano dalla IRTA (Dorna) le squadre ancora faticano a trovare i budget necessari per schierare le moto, i piloti e gli uomini necessari.

FINE DELLA SECONDA PARTE

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