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IMGP: Ducati diventa Open e rompe l'alleanza Factory
Scritto il 2014-02-28 da Flavio Felsina su Infomotogp

Fonte: Foto: Alex Farinelli

Insomma, nonostante lo sapessero tutti o lo sospettassimo tutti, la Ducati ha fatto la scelta più ovvia per lavorare ai suoi progetti: il regolamento Open.

Facevano troppo gola 12 motori e dall'altra parte i 5 del regolamento Factory erano troppo pochi per potersi confrontare con Honda e Yamaha. Le sorelle giapponesi sono state, Honda in testa, le responsabili dell'arrivo di questo regolamento doppio dopo la fine delle CRT. La Dorna ha subito proposto solo la configurazione Open, giudicata restrittiva soprattutto da Honda, che ha accettato poi le restrizioni nei motori e nella benzina come sfida tecnologica da vincere.

Il livello tecnologico della Honda, al momento, le permette di accettare qualsiasi sfida. La RC ufficiale è una raffinatissima macchina in confronto alla Yamaha, un prototipo in confronto alla Ducati, un'astronave in confronto alle altre MotoGP. Insomma, nelle idee del colosso nipponico, il regolamento Factory doveva essere il riferimento per le case, quelle vere, mentre per gli altri doveva bastare la Open. Non era previsto dunque uno spostamento di una casa dell'MSMA verso il regolamento "di serie B" e invece così non è stato.

Già l'Aprilia, che ha annunciato attraverso il Presidente Colaninno di voler rientrare ufficialmente nel mondiale nel 2016, ha iniziato a pianificare lo sviluppo delle sue moto sul regolamento Open, mentre la Ducati ha compiuto il "grande pacco".

Secondo il sito tedesco Speedweek, la Casa di Borgo Panigale avrebbe capito in anticipo con l'aiuto della Magneti Marelli (attraverso il materiale già usato sulle D16) che il materiale Dorna sarebbe bastato e avanzato per andare forte. I 5 motori disponibili nel regolamento Factory non avrebbero portato ad alcun miglioramento in ottica sviluppo e per questo si sarebbe aspettato fino a questo momento per fare una scelta politicamente così delicata.

Chiaro è che con solo due case coinvolte nel regolamento Factory la credibilità di questa scelta perde di mordente. Al momento, in qualche modo, anche la Yamaha (che anche usava Marelli nell'elettronica) ha la sua Open che è ben diversa da quello che doveva essere. Invece che i soli motori, sono state fornite due M1 travestite da una carena FTR al Team Forward, cosa diversa rispetto all'offerta fatta ai team potenzialmente interessati nell'affare la scorsa stagione.

La Honda più che la Yamaha, dunque, sembra all'angolo e il suo nervosismo si è già manifestato nel primo test di Sepang, quando lo stesso Nakamoto ha puntato il dito contro la Yamaha rea di aver fornito ad Espargarò e Edwards delle moto vere e non delle Open. Il livello che la Honda aveva in mente per le Open a questo punto è ben visibile nel livello delle moto di Hyden, Aoyama, Abraham e Redding, lontano qualche secondo dalla vetta.

Dopo la decisione della Ducati, i prossimi mesi saranno fondamentali per capire se il paventato cambio di regolamento si farà come previsto nel 2017 o se potrà essere anticipato. Se questo accadesse, non è certo ma plausibile, potremmo forse vedere un ingresso anticipato delle case che stanno alla finestra della MotoGp in attesa che la Honda perda tutto il potere che ha accumulato in questi anni.

In attesa ci sono BMW, Aprilia e Kawasaki, oltre a Suzuki che sta ancora sviluppando le sue moto - in questo momento - seguendo il regolamento Factory (e che può benissimo cambiare idea).

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