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IMGP: La squadra di Stoner pronta per il ritorno dell'australiano
Scritto il 2013-09-28 da Flavio Felsina su Infomotogp

Fonte: Archivio Foto Infomotogp.com

Bruno Leoni, Filippo Brunetti e Giulio Nava, questi i nomi dei meccanici che, ormai lo sapete tutti, non saranno più al fianco di Marc Marquez il prossimo anno.

Il giovane spagnolo, come imparato dalla moda iniziata da Valentino Rossi, preferisce a loro che hanno una montagna di esperienza, i suei ex tecnici della Moto2, tutti ragazzi giovani, tutti spagnoli.

Fin qui nulla di strano, chi vince, in qualsiasi sport, comanda e Marquez, che sta facendo il fenomeno in questa stagione vuole persone a lui congeniali vicino. Benissimo, ma nel paddock si stenta a credere che la squadra di Stoner, praticamente tutta, rimanga a piedi. 

Ebbene andiamo a ricostruire le persone vicine all'ex iridato australiano e vediamo cosa potrebbe succedere. Leoni, Brunetti e Nava, sono ufficialmente a "piede libero", ma la Honda ha anche promesso di non abbandonarli. Christian Gabarrini, invece, non lascerà la Honda, sarà inserito in organico della HRC per ora non si sa bene in quale ruolo. Sono praticamente liberi gli uomini chiave che hanno fatto il successo di Casey, che nel frattempo sta continuando a provare le novità Honda.

Se è vero che la Dorna non vuole per quest'anno apparizioni fugaci (wild card) di Stoner, soprattutto quando il nuovo fenomeno Marquez potrebbe vincere il mondiale, ciò non è scontato per il 2014. Gli scenari sono diversi. Stoner potrebbe avere una squadra tutta sua, se Livio Suppo con i suoi contatti trovasse le adeguate coperture economiche, o addirittura, l'australiano potrebbe andare al posto di Pedrosa, che da troppi anni non raccoglie i frutti di tanti investimenti fatti su di lui. 

Per ora le congetture si moltiplicano, ma non è detto che, avendo libera gran parte della squadra, Stoner non decida alla fine di mettere da parte le sue remore e torni a dare spettacolo nella MotoGP.

Honda rinnova la sua Crossorunner dopo tre anni dal lancio sul mercato. La Casa giapponese ha rivisto il design della due ruote che è stato reso più gradevole, moderno e ricco d’appeal. Oltre a cambiare il look della Honda Crossrunner sono state migliorate anche le caratteristiche tecniche, che comunque hanno mantenuto il loro stresso legame con la stradale VFR 800. La nuova moto di Honda ha accresciuto l’anima da vera crossover grazie ad un’arricchita dotazione elettronica che si combina a un ingombro modesto e snello, oltre che a un livello di prestazioni e prezzi non così impegnativo. La nuova Honda Crossrunner propone una strumentazione interamente in digitale, oltre che a diverse interventi migliorati sulla ciclistica. A muovere la moto giapponese è il motore quattro cilindri V4 da 782 cm3 con sistema V-Tech che consente di regolare l’altezza della valvole, passando da 8 a 16 a seconda dell’utilizzo. Si tratta dello stesso motore del precedente modello della Crossrunner che è stato però maggiorato in termini di potenza, passando da 102 agli attuali 106 CV, grazie a una serie di specifici interventi su aspirazione, filtro e fasatura della distribuzione. Il cambio è a 6 marce. Per quanto riguarda i consumi la Honda Crossrunner è in grado di percorrere 18,8 chilometri con un litro, garantendo un’autonomia superiore ai 390 chilometri. La nuova Honda Crossrunner viene proposta a partire da 12.500 euro, con la possibilità di scegliere in optional (costo di 300 euro) il cambio elettronico Quickshifter, per una cambiata di marcia ancora più veloce e senza la necessità di utilizzare la frizione.  

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Il nuovo anno da poco cominciato sarà ricco di interessanti novità per le due ruote Honda con l’arrivo di una serie di nuovi modelli. Il marchio motociclistico giapponese ha in parte annunciato alcune delle sue novità per il 2015 qualche settimana fa in occasione del Motor Bike Expo di Verona, evento espositivo dedicato agli appassionati di motociclismo. Proprio alla manifestazione veronese Honda ha presentato lo scooter Integra, oltre alla versione più prestazionale Integra 750S Sport, nuovi modelli affiancati da certezze della gamma nipponica come la Honda SH e il PCX. Chi invece è prestazioni decisamente più elevate può guardare alle novità Honda nel segmento sportive e naked dove il marchio del Sol Levante propone la CBR 1000RR Fireblade, anche nelle versioni SP e Repsol Replica #93, la CBR 650F, la CB 650F, la VFR 800F e l’aggressiva CB 1000R. La gamma CFR di Honda invece strizza l’occhio agli amanti delle due ruote da offroad per le avventure fuoristrada, tra queste troviamo la CRF 450Rally e la CRF 450R. Anche chi ha appena preso la patente troverà moto Honda conformi alle proprie esigenze in termini di limiti di potenza come la CBR 300R e la CBR 500R. Per quanto riguarda invece le due ruote tourer l’offerta di Honda si compone delle mitica Goldwing, affiancata dalla CTX 1300 e dalla Crosstourer Travel Edition dotata di cambio a doppia frizione DCT.

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La questione di Guido Meda a SKY è una storia non nuova per il web. Già lo scorso anno, il popolare giornalista milanese era stato contattato da SKY appena dopo l'acquisto dei diritti della MotoGP.  All'epoca, era la fine del 2013, Meda, secondo quanto scrivemmo all'epoca , aveva avuto ben più di un abboccamento dalla tv di Mardock in Italia, ma preferì rimanere in Mediaset, azienda che comunque gli aveva garantito una ottima carriera e una prospettiva interessante: quella di rimanere al microfono come voce leader della SBK, oltre a un ruolo più dirigenziale nella redazione sportiva. Ma qualcosa sta cambiando. Già a Valencia uomini di SKY non nascondevano il fatto che Meda era nella fase conclusiva della trattativa con la redazione sportiva di SKY Sport, poi è comparso un pezzo più che sibillino addirittura di Nico Cereghini su Moto.it che potete leggere QUI. Cosa è successo dunque in questo anno. Facciamo una botta di conti, che con i soldi non si sbaglia mai. Se Mediaset è una TV commerciale, che basa i suoi introiti sulla pubblicità, SKY è ancora più focalizzata su questo punto. La TV satellitare non solo ha la pubblicità, ma richiede anche un abbonamento (oneroso o meno in base alle scelte dei pacchetti: cinema, sport, calcio, ecc) e visti i risultati a dir poco ridicoli mietuti dalla prima annata di motomondiale su SKY e Cielo, è chiaro che serviva un cambio nella cabina di commento. A farne le spese sarà, secondo quanto scrive Cereghini, Zoran Flicic, voce nuova per le moto, ma commentatore esperto di sport. Zoran non è entrato nel cuore degli appassionati quanto lo è Meda, ma questo era anche impossibile. Meda viene da anni di microfono con le moto, mentre per Flicic c'era da muoversi in un ambiente nuovo e ostile e da mettere d'accordo un team decisamente eterogeneo e dalle diverse competenze. Insieme a Zoran dietro i microfoni del mondiale di SKY hanno fatto pratica anche Irene Saderini e Rosario Triolo come rookies. Tra i tre, il giovane Triolo, forse era quello da sacrificare. Ma questa è una opinione personale. Insomma con una media al limite del milione di spettatori a gara per l'anno appena trascorso, c'era sicuramente poco da gioire, ma c'è chi sta peggio (in Spagna Movistar TV non ha nemmeno dichiarato gli ascolti, mentre l'inglese BT Sport ha fatto anche peggio). L'arrivo di Meda potrebbe essere la salvezza di SKY? A guardare i numeri generati dalla TV e il calo di vendite dei giornali specializzati insieme alla moria di ricerche sul web di argomenti legati alla MotoGP (le parole chiave più cercate sono "motogp in tv", "orari tv motogp" e "come vedere la motogp gratis"), no. Ma lo speriamo, davvero. Guido, se veramente firmerà l'ultimo contratto che dovrebbe avere sotto mano, potrebbe diventare vice direttore di SKY Sport con responsabilità anche sulla F1. Si tratta di una sfida professionale molto impegnativa, che Meda può sopportare benissimo. Ma cosa lascia Meda? Lascia Mediaset e fa bene. Secondo indiscrezioni di stampa, il gruppo dei Berlusconi potrebbe presto (nel 2015) passare di mano. Da ormai un paio di anni poi, anche in Mediaset si licenzia e tanto anche, quindi l'aria non è più quella di 5 anni fa. A conti fatti Guido fa la scelta giusta, ma se l'intenzione di SKY è anche e solo quella di fare abbonati, vista la situazione economica generale, beh questo è di certo un "all in" pericoloso.

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