MOTORI
IMGP: Tour de force per Pirro, gare e test a ripetizione
Scritto il 2013-08-22 da Flavio Felsina su Infomotogp

Fonte: Team Pramac Ducati

Non sarà una passeggiata di Salute il ritorno in gara per Michele Pirro. Il pilota collaudatore della Ducati, infatti, è stato chiamato ancora una volta a sostituire Ben Spies, stavolta a partire dal GP della Repubblica Ceca, ma avrà da svolgere anche il suo lavoro di tester prima di recarsi a Silverstone.

Pirro, che tra i piloti che hanno corso con le Ducati Pramac è il migliore in classifica (12° a 36 punti, Iannone è 13° con 29 punti, 18° Ben Spies con 18 punti e 21° De Angelis con 5 punti), dopo la gara a Brno tornerà domenica sera a Bologna per provare a Misano da lunedì a mercoledì, poi sarà a Silverstone per fare la gara e successivamente ancora in pista con il team sviluppo.

Insomma, il pilota pugliese non si sta risparmiando per la Ducati, un impegno che varrebbe una moto per il 2014.

Danilo Petrucci e il suo capo-tecnico Daniele Romagnoli sono le due principali novità di Pramac Racing per la stagione MotoGp 2015. La Desmosedici 14.1 non sarà però una novità per Romagnoli, nella stagione 2014 in Ducati ufficiale con Cal Crutchlow prima di approdare in Pramac Racing nei test di Valencia con Danilo Petrucci. Com'è stato il primo approccio di Danilo nei test di Valencia dello scorso anno? “Tre giorni che sono andati oltre le nostre aspettative – sottolinea Romagnoli. Abbiamo iniziato con molta tranquillità girando con l’obiettivo di consentire a Danilo di conoscere la moto. Il secondo giorno la grandissima sorpresa con Danilo che ha fatto registrare il miglior tempo sul bagnato. Sapevo che fosse veloce in condizioni di bagnato e lo è anche la Ducati ma ciò che mi ha colpito è stato il feeling che si è creato immediatamente tra pilota e moto. Il terzo giorno, poi, abbiamo lavorato sulla moto con un po’ di variazioni sul set up per cercare di mettere nelle condizioni Danilo di adattarsi al grip posteriore e gestire la potenza. La Ducati è famosa per avere un motore potente quindi non è immediatamente facile da guidare. Durante la terza giornata di test abbiamo trovato buon set up lavorando sulle geometrie, le sospensioni e sull’elettronica. Il settimo tempo ci ha fatto andare tutti a casa felici”. Come ti è sembrato Danilo, prima non lo conoscevi... “Ho trovato un ragazzo umile, attento ai particolari. Si è informato sul metodo di lavoro di Ducati, su cosa è stato fatto negli ultimi anni. Ha ascoltato molto e questo è un segnale di grande maturità. Del resto un pilota come lui sa che la cosa migliore è affidarsi al team per costruire subito un ottimo rapporto di comunicazione e lavorare meglio insieme. A livello tecnico Danilo è un pilota molto bravo nella fase di frenata. E uno dei punti forti della Ducati è proprio la fase di frenata. Se riuscirà a capirlo fino in fondo potrà sfruttare il al meglio il potenziale della moto”.. Come ti sembra il rapporto tra il pilota e la squadra? “L’atmosfera è ottima, c’è grande entusiasmo. E’ vero: è un team praticamente nuovo. Abbiamo bisogno di lavorare molto assieme per trovare la chimica. Il fatto di conoscere la moto e i metodi di lavoro di Ducati è un grande vantaggio”. Qual'è il vostro programma di lavoro nel prossimo test di Sepang? “Inizialmente si tratta di girare per riprendere contatto con la moto dopo l’inverno. Sepang è una pista molto diversa rispetto a quella di Valencia. Quando Davilo avrà raggiunto un buon livello di prestazione inizieremo a lavorare in modo più approfondito provando dei set up più adattati per esaltare le sue doti. Sepang sarà importante anche perchè la 14.1 avrà un’evoluzione a livello di elettronica. Anche durante la stagione verranno introdotti degli aggiornamenti che potrebbero migliorare le prestazioni della moto”.

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La questione di Guido Meda a SKY è una storia non nuova per il web. Già lo scorso anno, il popolare giornalista milanese era stato contattato da SKY appena dopo l'acquisto dei diritti della MotoGP.  All'epoca, era la fine del 2013, Meda, secondo quanto scrivemmo all'epoca , aveva avuto ben più di un abboccamento dalla tv di Mardock in Italia, ma preferì rimanere in Mediaset, azienda che comunque gli aveva garantito una ottima carriera e una prospettiva interessante: quella di rimanere al microfono come voce leader della SBK, oltre a un ruolo più dirigenziale nella redazione sportiva. Ma qualcosa sta cambiando. Già a Valencia uomini di SKY non nascondevano il fatto che Meda era nella fase conclusiva della trattativa con la redazione sportiva di SKY Sport, poi è comparso un pezzo più che sibillino addirittura di Nico Cereghini su Moto.it che potete leggere QUI. Cosa è successo dunque in questo anno. Facciamo una botta di conti, che con i soldi non si sbaglia mai. Se Mediaset è una TV commerciale, che basa i suoi introiti sulla pubblicità, SKY è ancora più focalizzata su questo punto. La TV satellitare non solo ha la pubblicità, ma richiede anche un abbonamento (oneroso o meno in base alle scelte dei pacchetti: cinema, sport, calcio, ecc) e visti i risultati a dir poco ridicoli mietuti dalla prima annata di motomondiale su SKY e Cielo, è chiaro che serviva un cambio nella cabina di commento. A farne le spese sarà, secondo quanto scrive Cereghini, Zoran Flicic, voce nuova per le moto, ma commentatore esperto di sport. Zoran non è entrato nel cuore degli appassionati quanto lo è Meda, ma questo era anche impossibile. Meda viene da anni di microfono con le moto, mentre per Flicic c'era da muoversi in un ambiente nuovo e ostile e da mettere d'accordo un team decisamente eterogeneo e dalle diverse competenze. Insieme a Zoran dietro i microfoni del mondiale di SKY hanno fatto pratica anche Irene Saderini e Rosario Triolo come rookies. Tra i tre, il giovane Triolo, forse era quello da sacrificare. Ma questa è una opinione personale. Insomma con una media al limite del milione di spettatori a gara per l'anno appena trascorso, c'era sicuramente poco da gioire, ma c'è chi sta peggio (in Spagna Movistar TV non ha nemmeno dichiarato gli ascolti, mentre l'inglese BT Sport ha fatto anche peggio). L'arrivo di Meda potrebbe essere la salvezza di SKY? A guardare i numeri generati dalla TV e il calo di vendite dei giornali specializzati insieme alla moria di ricerche sul web di argomenti legati alla MotoGP (le parole chiave più cercate sono "motogp in tv", "orari tv motogp" e "come vedere la motogp gratis"), no. Ma lo speriamo, davvero. Guido, se veramente firmerà l'ultimo contratto che dovrebbe avere sotto mano, potrebbe diventare vice direttore di SKY Sport con responsabilità anche sulla F1. Si tratta di una sfida professionale molto impegnativa, che Meda può sopportare benissimo. Ma cosa lascia Meda? Lascia Mediaset e fa bene. Secondo indiscrezioni di stampa, il gruppo dei Berlusconi potrebbe presto (nel 2015) passare di mano. Da ormai un paio di anni poi, anche in Mediaset si licenzia e tanto anche, quindi l'aria non è più quella di 5 anni fa. A conti fatti Guido fa la scelta giusta, ma se l'intenzione di SKY è anche e solo quella di fare abbonati, vista la situazione economica generale, beh questo è di certo un "all in" pericoloso.

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La settimana di Valencia rappresenta lo spartiacque naturale tra la stagione 2014 e la stagione 2015 del MotoGp. Il Grand Prix che assegna definitivamente i titoli di Campione del Mondo nelle tre classi consegna il testimone ai Test ufficiali sui quali i team cominciano a porre le basi per la stagione successiva. E proprio dai primi Test 2015 emergono dati importanti da evidenziare tra assetti, bilanci e aspettative. Quelli di Pramac Racing Team sono affidati al Team Manager Francesco Guidotti. "La prima guida della squadra sarà Yonny Hernandez che per il secondo anno farà parte di Pramac Racing Team dopo essere diventato pilota ufficiale Ducati . A lui è stata affidata la Ducati Desmosedici Gp 14.2 che negli ultimi cinque GP 2014 è stata guidata da Andrea Dovizioso e da Andrea Iannone. Danilo Pertucci salirà in sella alla Ducati Desmosedici Gp 14.1 utilizzata da Cal Crutchlow durante tutta la stagione. La mission del Team è quella di creare i presupposti per la crescita tecnica e sportiva dei nostri piloti. La speranza è che Yonny Hernandez e Danilo Petrucci possano seguire le orme di Andrea Iannone, protagonista di una crescita costante attraverso i due anni trascorsi in Pramac Racing Team. Yonny ha sfruttato bene il poco tempo a disposizione avendo avuto la moto solo martedì, per di più durante una giornata in cui la pioggia è caduta incessantemente. Solo nell'ultima giornata, quindi, ha preso confidenza con il mezzo ed ha capito subito che la moto è migliore. Ma è chiaro che ci sia ancora molta strada da fare in termini di personalizzazione sui bilanciamenti e sulle geometrie. Il suo Team ha lavorato approfonditamente sull’aspetto tecnico e a fine serata Yonny si è sentito a suo agio. La certezza è che ci sia ancora molto margine e i dati lo confermano. Il tempo registrato (1'31.834) è più che buono". Bene anche il bilancio delle prove con il nuovo arrivo Danilo Petrucci. "Definirlo positivo è forse riduttivo. Quella di Danilo è una posizione completamente nuova, con uno stile di guida che va modificato. Ma è stato bravo ad imboccare subito la strada giusta con un settimo tempo (1,31.665, a 6 decimi dal miglior tempo di Marquez) di tutto rispetto per un pilota che ha avuto a disposizione pochi giri per prendere confidenza con la nuova realtà. Perché qui non stiamo parlando solo di una nuova moto ma anche un sistema di lavoro diverso e delle numerose regolazioni su cui poter intervenire. Anche sul bagnato (togli però) i dati registrati sono molto positivi al di la del primo tempo ottenuto nel secondo giorno di test. Danilo ha rotto il ghiaccio e lo ha fatto con determinazione. La speranza è che possa andare sempre a punti in tutte le gare. Bisognerà però vedere anche il livello degli avversari, inevitabilmente destinato a salire. La sua Gp 14.1 guidata da Crutchlow ha fatto registrare grandi progressi negli ultimi 5 Gp della stagione. Non abbiamo dubbi sul fatto che possa crescere ancora. E' giusto sottolineare il fatto che Danilo non ha mai guidato una moto da corsa vera e questo dovrà comportare un riassetto ed un bilanciamento nel suo stile di guida. La Gp 14.1 deve essere guidata in maniera più moderna rispetto alle moto con meno potenza su cui è stato in sella finora. E poi avrà intorno un entourage di primo ordine con tanti dati provenienti dalla stagione 2014 che potranno essere sfruttati. Ci sono quindi tutti i presupposti perchè possa superare ogni difficoltà".

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