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MotoGP Test: Lorenzo e la solitudine dei numeri 1
Scritto il 2012-11-13 da Luca Bologna su Infomotogp

Fonte: Foto Marco Maria Masetti

La ressa, i gomiti alti come nel motocross. Macchine fotografiche, curiosi, giornalisti, turisti. Questa platea rumorosa e numerosa era davanti al box Yamaha questa mattina.

Erano tutti in attesa di Lorenzo, il nuovo campione del mondo, Jorge Lorenzo? No.

La ressa era per Rossi. L'eterno protagonista della MotoGP qualunque cosa accada è di nuovo al centro degli obiettivi e delle televisioni.

Nuovo, nonostante questo sia un ritorno, Vale è arrivato dopo due anni di niente e di aspettative mancate, di delusioni e di figuracce con la Ducati culminate con il decimo posto e dal doppiaggio di domenica al Ricardo Tormo, ma non fa niente. Rossi è Rossi nonostante tutto. 

E mentre Valentino inaugura la sua seconda "era" in casa Yamaha, il padrone della villetta dalla quale esce Rossi, Lorenzo, è al muretto dei box che guarda la scena. Sorride sornione, osserva i fotografi che si stanno scavalcando l'un l'altro e commenta: "Mira el campeon" (Guarda il campione). 

Pensare che quest'anno dopo una stagione magistrale fatta di gare minimo al secondo posto con sei vittorie e due zeri, dovrebbe essere lui quello da aspettare fuori dal box. 

"Sono sempre sotto esame, infatti sarà molto importante vedere il Texas e anche l'Argentina per capire se sono veramente più competitivo dell'anno scorso", queste le parole di Valentino Rossi ai microfoni di SKY SPORT24. "L'anno scorso in Qatar era andata bene - ha detto Rossi - ma il secondo posto di quest'anno è stato più bello.Sono stati abituati bene durante la mia carriera, ma adesso è più difficile. Però bisogna cercare di essere competitivi sempre, poi naturalmente vincere il Mondiale è difficilissimo, ma se stiamo davanti tutte le domeniche già va bene". Rossi non si tira indietro. L'inizio di stagione è stato proficuo, giusto pensare a quello che accadrà nel 2015, dato che i contratti di tutti i "big" del mondiale sono in scadenza quest'anno. "Penso che rinnoverò con la Yamaha. Mi piacerebbe continuare a correre ancora - ha poi aggiunto Rossi parlando dei prossimi 10 anni - magari in macchina e poi per il resto non faccio dei progetti così tanto a lungo termine".  Alla sua diciannovesima stagione da professionista, Rossi ha accumulato un'esperienza imparagonabile sulle migliori moto in tutte le classi nelle quali ha corso, ma la moto preferita, ha riferito a SKY SPORT 24, rimane solo una. "Ho guidato tante moto bellissime - ha detto Rossi - l'Aprilia, la Honda, la Ducati. Ma la mia moto preferita è sicuramente la Yamaha M1". La stagione 2014 potrebbe far tornare gli italiani protagonisti, non solo in MotoGP. La Moto3 sembra essere la classe con più possibilità per far sventolare il tricolore sul podio. "Ci sono tanti piloti italiani forti - ha detto Rossi - secondo me, adesso dovranno crescere. Direi Fenati, Antonelli, Bagnaia, Morbidelli, c'è mio fratello (Luca Marini, ndr) che farà il CEV, c'è Bulega, me ne dimentico qualcuno. Comunque ce ne sono almeno 10 che potrebbero essere potenzialmente i miei eredi". Il primo scontro diretto in Qatar, tra Valentino Rossi e Marc Marquez ha regalato emozioni, ma è andato al pilota spagnolo della Honda. "Marc è veramente bravo - ha detto Valentino Rossi a SKY SPORT24 - mi fa preoccupare, è anche un ragazzo simpatico ed è uno che è sempre pronto alla lotta, uno che sa guidare benissimo la moto e ha una grande voglia di vincere sempre, di stare lì davanti, quindi è un grande avversario. Potrebbe battere i miei record, ci vuole molto tempo, ma ha il potenziale per farlo. Non so se mi darà fastidio se mi supererà, per ora è dietro, deve ancora vincere tante gare. Speriamo di fregargliene qualcuna noi così ci metterà più tempo". Un avversario così forte e giovane potrebbe far venire a chiunque la voglia di smettere, ma non a Valentino Rossi. "No, non ho mai avuto l'idea di smettere - ha detto Rossi - mi sento in forma, ma soprattutto mi dà gusto da matti correre, questa è la cosa più divertente che faccio nella mia vita, mi piace il mondo, mi piace il tipo di vita che si deve fare per essere un pilota della MotoGP, allenarsi, girare il mondo. Fino a quando sarò competitivo spero di continuare". Per Valentino, Marquez è solo uno dei suoi avversari più forti, forse è l'ultimo nella sua lunga carriera. "Di avversari forti ne ho avuti tanti perché è da molto che sono lì: Capirossi in 250, poi in 500 Biaggi, Gibernau, ancora Capirossi, poi Lorenzo, Stoner, Pedrosa, adesso c'è Marquez. Sono sempre diventati un po' più forti". Prima di Marquez il problema di Valentino era Lorenzo, ora che sono tornati compagni di squadra, la situazione sembra cambiata. "Ora il rapporto con Jorge è buono. Siamo cresciuti molto insieme - ha detto Valentino - ci siamo stati molto antipatici in passato, ma adesso c'è un grande rispetto, cerchiamo di lavorare tutti e due per migliorare la Yamaha. Naturalmente io sono il suo primo avversario e lui è il primo mio. Però mi piace essere il compagno di squadra di Lorenzo, spero rimanga in Yamaha". Il maiorchino, però, è di nuovo nervoso, come dimostra la caduta in gara in Qatar. Il problema non è più Rossi, ma Marquez, che sta diventando per lui una spina nel fianco. "Non penso che il problema sia io - ha detto Rossi a SKY SPORT24 - , ma penso di essere più competitivo dell'anno scorso e quindi di dargli più fastidio. Lui vuole battere Marquez e quindi quando non ce la fa si arrabbia, ma è normale".

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E poi venne la Open che mise tutti in riga. Ecco l'incipit che serve dopo il primo turno di prove libere del Gp del Qatar per la MotoGP. Aleix Espargarò con la sua Yamaha M1 2013 in versione Open grazie all'intervento della FTR e del regolamento, ha dato seguito alle sue dichiarazoni fatte nel pre event: "Se gli altri non distruggeranno il record della pista io sarò li". Eccolo, il suo miglior tempo: 1.55.201, e tutti gli altri dietro.  Alle spalle di Espargarò c'è il connazionale Alvaro Bautista (Honda Factory) a +0,466s, mentre l'inglese Bradley Smith (Yamaha Factory) è terzo a +0,615s. Il migliore tra i piloti italiani in pista è stato Andrea Iannone (Ducati Open), quarto davanti a Pol Espargarò (Yamaha Factory) e a Dani Pedrosa (Honda Factory). Settimo tempo per Valentino Rossi (Yamaha Factory). Il Dottore è staccato di 1,341s dalla vetta. Solo 14° Andrea Dovizioso (Ducati Open), mentre Danilo Petrucci (ART-Aprilia Open) non ha fatto meglio del 21° tempo. In difficoltà i big della categoria con Jorge Lorenzo (Yamaha Factory) nono alle spalle del compagno di squadra di Aleix Espargarò, l'americano Colin Edwards (FTR-Yamaha Opne), mentre Marc Marquez (Honda Factory) è 11° alle spalle di Nicky Hayden (Honda Open).Il campione del mondo in carica sembra soffrire ancora per l'infortunio alla gamba destra che si è procurato in allenamento.

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Le Yamaha M1, quelle ufficiali di Lorenzo e Rossi non vanno d'accordo con le nuove gomme. Le Bridgestone per il 2014 che sono state portate per la prima volta in questo secondo test ufficiale di Sepang, non sembrano essere state pensate per le Yamaha, mentre stanno dando buoni risultati su Honda e Ducati. Un bel problema per i due piloti Yamaha, tanto grande da far infuriare Lorenzo. Il maiorchino in un primo momento sembrava non volesse parlare con la stampa presente a Sepang, poi alla fine una dichiarazione è scappata fuori. "Oggi sono molto deluso, soprattutto nel comportamento delle gomme. Nulla è cambiato rispetto a ieri. Io ancora non ho la fiducia necessaria per guidare come voglio. Domani è un altro giorno, abbiamo ancora otto ore per trovare la strada giusta così lavoreremo duro e speriamo che entro la fine di domani avremo delle soluzioni." Più accomodante Valentino Rossi, anche se dalle sue parole si capisce quanto il quarto tempo di giornata non sia un bel risultato. "Il problema principale di questa prova - ha detto Rossi - è quello di cercare di migliorare la nostra M1 con le nuove gomme. Abbiamo provato alcune cose, ma alla fine della giornata non siamo molto felici. Sono al quarto posto, il tempo sul giro è piuttosto buono, ma siamo mezzo secondo dietro gli altri ragazzi. Stiamo soffrendo con questo pneumatico, la nostra moto diventa difficile da gestire. Domani proveremo di nuovo, ma non ci sono così tante opzioni. Ogni pista ha una storia diversa, ma siamo molto preoccupati perché sembra che siamo molto in difficoltà con questo pneumatico. Ci auguriamo che in altre piste avremo meno problemi, ma qui a Sepang, in particolare rispetto al primo test, è sempre più difficile". Insomma, se nel primo test di Sepang si poteva pensare di riavere un Rossi molto competitivo, oggi scopriamo che i tempi vicini a quelli da strarecord di Marquez erano stati fatti con le gomme 2013. Un brutto risveglio per Valentino che punta molto su questa stagione per tornare protagonista. Di certo da questo momento in poi la Bridgestone avrà non poche pressioni da parte dei vertici Yamaha per cambiare le cose.

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