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IMGP Test: Chiuse le prove in Malesia per Marquez
Scritto il 2012-11-28 da Luca Bologna su Infomotogp

Fonte: Repsol Media Service

Si è chiusa la tre giorni di prove in Malesia per Marc Marquez. Il neo arrivato nella squadra ufficiale della Honda ha dovuto cessare prima del tempo il lavoro in pista a Sepang per l'arrivo del consueto acquazzone tropicale.

Marquez ha iniziato a girare alle 11.45 locali, terminando però il suo lavoro sulla versione 2013 della RC213V dopo solo 10 giri per l'arrivo dell'acqua. Nonostante tutto, anche in condizioni sfavorevoli, il catalano ha percorso in totale 41 giri nell'ultima giornata di test malesiani, facendo segnare il tempo migliore in 2.01.560.

Il bilancio della tre giorni è più che positivo per il nuovo talento spagnolo, che incontrerà i suoi nuovi compagni di categoria per i primi test collettivi che si svolgeranno proprio in Malesia nei primi giorni di febbraio.

"All'inizio della giornata la pista era un po' bagnata dalla pioggia di ieri sera - ha detto Marquez - stessa situazione di ieri mattina, e non sono potuto scendere in pista fino alle 11:45. Abbiamo provato molte cose oggi, sapevamo che alcune non avrebbero funzionato, ma comunque il lavoro di oggi ci dà l'idea e la direzione per le prove che faremo qui a febbraio del prossimo anno. Alla fine sono molto contento perché il mio tempo sul giro è stato abbastanza costante e mi sento di avere un buon ritmo con la moto. Abbiamo programmato un "long run" alla fine della giornata, ma poi la pioggia è arrivata ancora una volta intorno alle 16:30. Fisicamente, sono felice, di sicuro ho bisogno di fare un po'di lavoro, ora in inverno per arrivare alla prossima prova più forte e più in forma, ma in generale mi sento bene, anche dopo 10 giri, il tempo sul giro è stato coerente e mi sentivo forte. E 'stato un buon test e mi sento che abbiamo migliorato ogni giorno, ora dobbiamo aspettare un paio di mesi fino a quando non torneremo qui con tutti gli altri! "

Non è bastata la tigna e la voglia di vincere a Lorenzo per battere (un'altra volta) Marc Marquez. Il maiorchino ha fatto di tutto, compreso prendere e dare sportellate, ma la superiorità del pilota della Honda è venuta fuori un'altra volta. Marquez ha fatto la differenza alla fine della gara, quando la Yamaha di Lorenzo ha iniziato a ballare lievemente più del normale. Li il campione si è approfittato di Lorenzo e lo ha piegato. Non c'è storia, Marquez si merita il mondiale, anche con 4 gare di anticipo, obiettivo che può raggiungere vincendo ancora a Misano e Aragon. Insomma, com'è andata? Così: Marc Marquez (Honda) ha ottenuto la sua undicesima vittoria stagionale passando per primo sotto alla bandiera a scacchi del GP d'Inghilterra. Il campione del mondo ha battuto Jorge Lorenzo (Yamaha) unico pilota veramente in grado di combattere con Marquez in questa corsa. Sul podio anche Valentino Rossi (Yamaha) che è giunto terzo. Ottima corsa per la Ducati con Andrea Dovizioso quinto alle spalle di Dani Pedrosa (Honda), quarto. Dovi ha girato costantemente con i tempi della Yamaha di Rossi e della Honda di Pedrosa, il che significa che finalmente il reparto corse di Borgo Panigale ha imbroccato la giusta strada verso la competitività, cosa che solo all'inizio della stagione sembrava un miraggio. Ottava l'altra Ducati, quella di Andrea Iannone, mentre più indietro hanno chiuso Alex De Angelis (Forward Yamaha) e Danilo Petrucci (ART-Aprilia), rispettivamente quindicesimo e diciottesimo. Dopo il Gp d'Inghilterra, Marquez aggiunge distanza tra se e i suoi avversari in classifica iridata, portandosi a quota 288 contro i 199 del suo compagno di squadra Dani Pedrosa e i 189 di Valentino Rossi.

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Non è ancora lecito emozionarsi, ma due italiani davanti a tutti nella MotoGP era qualche tempo che non comparivano in una classifica. E invece eccoli li, belli come il sole della Malesia, Valentino Rossi e Andrea Dovizioso, al primo e secondo posto nella classifica dei tempi delle 14 ora locale nell'ultimo giorno di test a Sepang. Rossi è finalmente sceso sotto il muro dei due minuti in 1.59.999, mentre Andrea Dovizioso con la sua Ducati è a soli 68 millesimi. Terzo tempo per Aleix Espargaro con la FTR Yamaha. A questo punto la riflessione sulla Open si dovrebbe fare, a tutti i livelli. Le MotoGP con centralina unica e con i vantaggi sui litri e sul numero dei motori diventano veramente competitive (almeno Yamaha e Ducati, Honda no per scelta del costruttore nipponico). Delle Honda Factory, la prima è quella del tedesco Stefan Bradl, quinto, poi c'è Dani Pedrosa, sesto. Risale rispetto a ieri il compagno di squadra di Dovizioso, Cal Crutchlow, ora ottavo, mentre Andrea Iannone è 11°. Dicevamo le Honda Open, dunque, il primo è Nicky Hayden 16° a 2,117s. L'americano sarà di certo "uspet" in confronto a i suoi colleghi con FTR Yamahe e Ducati.

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Quando il gatto (Marquez) non c'è, il compagno di squadra balla. E così che Dani Pedrosa, nel secondo giorno di test di Sepang, si mette comodo al comando della classifica dei tempi. Dani ha fatto segnare il suo miglior tempo al termine della giornata, nel giro 55 su 57 effettuati, in 2.00.039. Alle spalle di Pedrosa, con il secondo tempo, c'è Aleix Espargarò che dispone della Open FTR Yamaha a 0,281s. Terzo tempo per il migliore della prima giornata, Alvaro Bautista (Honda), mentre Valentino Rossi (Yamaha) è quarto a 0,566s da Pedrosa. Bene la Ducati con Andrea Dovizioso. Il forlivese è quinto a 0,748s da Pedrosa, ma la notizia per la Casa di Borgo Panigale potrebbe arrivare in queste ore con l'annuncio, atteso, del passaggio di Ducati al più permissivo regolamento Open anche per i piloti ufficiali. In difficoltà, soprattutto per le nuove gomme, è invece Jorge Lorenzo. L'ex iridato in sella alla Yamaha gemella a quella di Rossi ha chiuso questa giornata di prove con il nono tempo, porta con se un ritardo da Pedrosa inusuale: 1,010s. Tra gli italiani, gran lavoro per Andrea Iannone (Ducati), che ha chiuso 11°. Il pilota di Vasto ha provato anche lui la Ducati in versione Open comparandola con la Factory, segno che nel box della casa italiana si sta valutando molto bene il da farsi.

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