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MotoGP: Dorna-Infront, Flammini "Tutto rimarrà come prima, spero" - VIDEO
Scritto il 2012-10-07 da Luca Bologna su Infomotogp

Fonte: Foto Otto Moretti

Niente cambi perchè tutto cambi. Nella conferenza stampa di Paolo Flammini a Magny Cours, poche certezze se non quella di un cambiamento graduale che arriverà in tempi da verificare.

"Domani avremo una Superbike commission - ha detto Paolo Flammini - nella quale di fatto confermeremo i regolamenti tecnici attuali. Stiamo lavorando, come anche avete visto con la pubblicazione da parte della FIM dei calendari, per una continuità nel progetto".

L'ingresso della Infront Motorsport nella Dorna è stato uno dei punti principali della conferenza. 

"Quando si aprono le società a capitali esterni - ha detto ancora Flammini - è naturale che ci sia una perdita di potere personale, ma questo non è un problema se il progetto va avanti e si sviluppa. Abbiamo stretto in passato, come famiglia Flammini, diverse partnership per far diventare la Superbike la realtà che è. Abbiamo iniziato 25 anni fa e ora siamo una realtà interessante, il fatto che si arrivi sotto il cappello della Dorna non è certamente un problema. Non posso invece dare delle notizie per quanto riguarda quello che accadrà da qui a breve, delle decisioni verranno prese nei prossimi giorni. Io credo che la squadra che gestisce la Superbike debba essere riconfermata per il bel lavoro fatto fino a questo momento". 

Paolo Flammini rimarrà al timone del campionato?

"Questo non è stato ancora deciso. Bisognerà vedere quello che accadrà nei prossimi giorni". 

Nella prima parte della nostra inchiesta su I Padroni delle Corse, dopo aver parlato della storia della Dorna nella MotoGp e della sua relazione con Bridgepoint, abbiamo iniziato ad analizzare le principali aree di azione della società spagnola che dal 1992 gestisce il campionato più importante delle due ruote su pista. In questa seconda parte, andremo a scoprire l'assetto societario della Dorna, utilizzando come timone l'ultimo bilancio pubblicato, ovvero quello del 2012. Come abbiamo già evidenziato, la Dorna è controllata dal 2006 da Bridgepoint che ne detiene la guida con il 64,2% delle quote che le permette di avere anche alla presidenza Nicholas William Jackson, poi abbiamo Carmelo Ezpeleta (Amministratore Delegato) con il 15,07%, Enrique Aldama (Direttore Finanziario) con il 6,89%, la società di pubblicità Ballota BV (di proprietà di Enrique Aldama) con il 5,10%, Pau Serracanta (Direttore Commerciale) con il 3%, Javier Alonso (Direttore Eventi) con il 3%, Sergi Sendra (Direttore di Produzione TV) con lo 0,8%, Josep Vila Roca (pilota di fuoristrada catalano con passato nei raid e nella Parigi Dakar) con lo 0,26%, Vicente Jimenez Martinez (avvocato e procuratore di Dorna) con lo 0,13%, Eduardo Garcia Alvarez (procuratore di Dorna) con lo 0,11%, Giovanni Pippia (Direttore della Produzione Televisiva di Dorna) con lo 0,11%, Pilar Gancedo (Direttore Vendite Diritti TV) con lo 0,11%, Amparo Porto (Direttore area espositori Dorna) con lo 0,11%, Albert Diestro con lo 0,11%, Jordi Sais Molins con lo 0,09%, Juan Jose Gonzalez con lo 0,08%, Eugeni Haro Rodriguez con lo 0,08%, Jose Miguel Masana con lo 0,08%, Carles Jorba con lo 0,08%, Helios Xaduaro con lo 0,08% e un altra miriade di micro azionisti. Quello che è evidente dal quadro sopra riportato è il filone di comando. A parte la Bridgepoint che detiene le azioni per il controllo della società, hanno un enorme peso soprattutto due persone: Carmelo Ezpeleta e Enrique Aldama (che oltre al suo 6,89% controlla anche il 5,1% della sua Ballota BV). Ezpeleta e Aldama, dunque, hanno tutti gli interessi, più degli altri, che la Dorna navighi il più possibile in acque prosperose e tranquille, ma in effetti la Dorna ha una serie di problemi finanziari storici. Nel 201o, il sito THE PADDOCK MAGAZINE, faceva notare in un suo articolo, il grande indebitamento della società spagnola che era all'epoca di 468 milioni di euro a lungo termine. Il bilancio 2012, invece parla di una cifra lievemente migliorata, di 422.684 milioni, con un totale passività di 600.845 milioni, che è anche la cifra riportata nel totale attivo. In definitiva la Dorna ha dichiarato nel suo bilancio 28.650 milioni di euro come MOL (Margine Operativo Lordo), molto poco se pensiamo ai problemi fiscali che la società sta affrontando in questo periodo. Ci eravamo occupati di questa notizia qualche tempo fa, ma lo stesso Carmelo Ezpeleta è coinvolto anche in un altro procedimento. Si tratta di una indegine su una presunta truffa che sarebbe stata perpetrata dalla stessa società che organizzava il Gp di Spagna negli anni 1996-2011. Della società che controllava l'impianto di Jerez, ora gestito dal comune della cittadina e dalla giunta regionale andalusa, faceva parte o stesso Ezpeleta che a sua volta, dal 1998 ricopriva il ruolo di amministratore delegato della Dorna. Una doppia veste scomoda dunque, della quale gli investigatori della magistratura spagnola ora vogliono conto, anche e soprattutto per l'evasione fiscale derivata dalla vendita  di biglietti regolari, ma non presenti nella normale rendicontazione fiscale del circuito. Con queste indagini fiscali e penali ancora in corso, la Dorna si prepara a presentare il suo prossimo bilancio, quello del 2013, in ottobre. Nel frattempo, andiamo a dare uno sguardo anche in casa IRTA. L'associazione dei team nel mondiale ad oggi presieduta dal francese Hervé Poncharal (proprietario anche del Team Tech3), come si legge nel sito Motogp.com, è stata formata nel 1986 ed è l'associazione che raggruppa tutti le squadre del Campionato del Mondo di MotoGP, è la portavoce dei team nei processi decisionali. L'associazione lavora al fianco della FIM e di Dorna per mantenere un elevato standard qualitativo nel MotoGP e in generale nel motociclismo. Ma da dove prende i suoi soldi la IRTA? Semplice, in gran parte dalla DORNA, che con un contributo nel 2013 di 39.430.828,22 Franchi Svizzeri (32.567.567,577 € al cambio attuale) risulta essere il maggiore finanziatore dell'associazione. In verità, altri 9.633.358,79 CHF (7.956.593,294 €) vengono da altre attività come i costi di trasporto (1.806.260,56 CHF), noleggi vari all'estero (2.135.201,13 CHF), affitto dei motori della Moto2 (3.924.713,50 CHF) e altre attività minori. Il tutto per un totale di 49.064.187,01 CHF (40.524.160,871 €), che sottratto alle spese annuali (sempre del 2013) di 2.278.303,47 CHF (1.881.745,973 €) fa rimanere nelle casse dell'associazione 46.785.883,54 CHF (38.642.414,898 €), una somma che potrebbe bastare per i prossimi 10 anni di attività della IRTA a quanto pare, ma così non è. L'associazione paga ai team della MotoGP un contributo di 29.159.000€ (inclusa la fornitura dei pneumatici e in alcuni casi anche di olii e benzine), poi ci sono anche gli alti costi di spedizione internazionale sempre dei team (8.160.000€), il contributo per la Clinica Mobile (491.000 €), l'affitto per le tende box per i team della MotoGP, Moto2 e Moto3 (258.000 €) e altre spese minori, che fanno diminuire di molto i 38 milioni di cui avevamo parlato prima. Dunque, DORNA controlla di fatto anche l'IRTA che funge da ufficiale pagatore nei confronti delle squadre della MotoGP per la loro sussistenza. Un procedimento diverso da quanto accade in Formula 1, dove le squadre hanno una percentuale nella società che detiene i diritti TV e in base a quelle quote, ricevono i loro compensi annuali. Nella MotoGP i team sono dunque un'impresa a rischio limitato ma presente. Nonostante le elargizioni che arrivano dalla IRTA (Dorna) le squadre ancora faticano a trovare i budget necessari per schierare le moto, i piloti e gli uomini necessari. FINE DELLA SECONDA PARTE

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Non tutti sanno quelli che pochi sanno. Ma possiamo iniziare a fare luce sul funzionamento del mondiale, andando ad analizzare i principali attori che guidano la MotoGP ormai da qualche anno. Questa serie di articoli che sarà on line ogni martedì, metterà sotto la lente, per puro scopo divulgativo, le principali società che compongono l'universo che si muove insieme ai campioni come Marquez, Lorenzo, Rossi e soci. Andremo a leggere dati e tabelle, per cercare di capire, nei vari contesti, i disegni che si celano dietro alle decisioni che vengono prese o alle scelte che vengono fatte nel paddock. Iniziamo con il dire che la MotoGP, come la conosciamo oggi, è il risultato di un lungo processo iniziato a cavallo degli anni novanta, quando cioè la Dorna, società fondata in Spagna nel 1988, ha iniziato a concorrere per 0ttenere dalla Federazione Internazionale del Motociclismo (la FIM) l'organizzazione di quello che allora era il motomondiale. All'epoca, c'erano ancora le classi a due tempi, la 500 in testa, la 250 e poi la 125. La Dorna, secondo quanto riporta Wikipedia, è stata fondata nel 1988 dall'allora Banco Banesto e ceduta nel 1998 alla CVC Capital Partners (un private equity) con sede tra Londra e il Lussemburgo a sua volta fondato da un'altra banca, l'americana Citicorp (CVC significa Citicorp Venture Capital). L'ingresso della CVC nel 1998 sposta i poteri all'interno di Dorna, che assume comunque il nome di Dorna Sports da Dorna Promocion del Deporte. A capo della società che nel 1998 ha già da sei anni la gestione del mondiale arriva Carmelo Ezpeleta. L'impronta del manager spagnolo, è chiara. Oggi Ezpeleta supervisiona e controlla tutto quello che accade in pista e fuori, ma da dove viene professionalmente l'Ecclestone delle due ruote? In un articolo di MotoGP.com del 2010, possiamo trovare alcune risposte. Ezpeleta è stato Direttore del Circuito di Calafat, dal 1974 al 1978. Successivamente assume la direzione del circuito di Jarama nei pressi di Madrid dove si occupa anche delle attività principali del RACE (Real Automóvil Club de España). Nel 1988, Ezpeleta torna a Barcellona dove riceve l'incarico di Direttore Esecutivo del Consorzio per la costruzione del Circuito di Catalunya e Direttore Sportivo del RACC (Reial Automòbil Club de Catalunya). In questo periodo organizza eventi del calibro del "Rallye Catalunya-Costa Brava", la "Baja Aragón" o la tappa iniziale della Parigi-Barcellona-Dakar. Nel 1991, poi, Dorna Sports acquisisce i diritti commerciali del Campionato del Mondo MotoGP, e Ezpeleta arriva nella società come Direttore della divisione motori. Nel 1994 è Direttore Esecutivo e dal 1998 è il CEO (Chief Executive Officer, o amministratore delegato) di Dorna Sports S.L. Da allora ad oggi molte cose sono cambiate negli scenari attorno a Ezpeleta. Il gran capo delle corse mondiali ha lavorato a fondo e bene per aumentare sempre di più la sfera di influenza e la potenza della Dorna. Oggi la società spagnola, oltre a gestire i diritti commerciali della MotoGP ha il controllo del Campionato del mondo Superbike, acquisito tramite l'acquisto da parte di Bridgepoint (il presidente attuale di Dorna è un'esponente di questa società: Jackson William), un fondo di investimento molto importante a livello europeo, della Infront nel 2012, a sua volta proprietaria del campionato delle derivate di serie oltre ad un altra serie di diritti TV sportivi, tra i quali anche serie importanti del calcio. La Bridgepoint dichiara nell'ultimo resoconto societario disponibile QUI, che la Dorna, acquisita nel 2006, ha prodotto un reddito per la società di 238 milioni di euro. I soldi sono importanti in questa storia, perché è solo seguendo questa traccia che si può capire meglio il contesto nel quale il mondiale di oggi si sta muovendo. Dal passo avanti fatto fino alla Bridgepoint, facciamone un altro ad oggi, iniziando a vedere quali sono le società che la Dorna al momento ha in seno. Sono sette le controllate dalla casa madre spagnola, si tratta di Dorna World Wide SL (che si occupa di pubblicità), la Exclusiva Rralco SA (Agenzia Servizi vari, ma in liquidazione secondo l'ultimo bilancio disponibile), la Dorna Japan, la International Events Services SL (agenzia di pubblicità), la Dorna Italy Holding (con sede a Roma), la Dorna UK LTD e la DWW Freight Services BV (Società di cargo e trasporti in Olanda). FINE DELLA PRIMA PARTE

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Una nuova società si affaccia nel mondo delle corse, si tratta della KRAVE, che ha acquisito i diritti e l'organizzazione del campionato americano di velocità. La KRAVE (un acronimo dai cognomi dei fondatori - Karges, Rainey, Aksland, Varner), è riuscita a scalzare la DMG (Daytona Motorsport Group) che gestiva in precedenza il campionato AMA e tutte le sue classi. A quanto riportano i media americani, il gruppo di cui fa parte Rainey sarebbe stato appoggiato anche dalla Dorna, che di certo ha i suoi interessi ad allargare ancora di più la sua sfera di influenza anche nel continente nord americano. Non solo, la svolta in USA potrebbe essere stata avallata anche dalla FIM, alla quale l'AMA aderisce e nella quale la DORNA versa diversi milioni di euro per la gestione di tutti i campionati che organizza.

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